Bomba d’acqua e venti oltre 100 km/h, in poche ore si è scatenato l’inferno


Bomba d’acqua, venti oltre 100 km/h e una vera e propria tempesta di fulmini. In un’ora è caduta lo stesso quantitativo d’acqua di un giorno. Circa 50mmilimetri in poche ore che hanno messo in ginocchio Cagliari e il hinterland. Una tempesta attesa, anticipata dall’allerta rossa diramata ieri dalla Protezione civile, ma con danni impossibili da evitare.

Ne fa un bilancio l’Unione sarda che scrive di strade e scantinati allagati, traffico in tilt e un rio tracimato in più punti è il primo bilancio del violento nubifragio. Paura a Capoterra, dove il rio San Girolamo, responsabile delle vecchie inondazioni, è tracimato in più punti allagando le strade e lasciando pericolosi detriti sulle carreggiate. Molti disagi a Cagliari città. Viale Diaz, che collega il centro al litorale del Poetto, è attualmente chiuso al traffico in entrambe le direzioni perché completamente allagato. Continua dopo la foto






“Un ciclone alimentato dal calore dell’area occidentale del Mediterraneo che si è manifestato con temporali e raffiche di vento oltre i 100 chilometri orari (55 nodi), mentre in un’ora è caduta la pioggia di un’intera giornata autunnale, oltre 30 mm”. E’ quanto hanno registrato gli strumenti meteo dell’Aeronautica militare della base di Decimonannu (Cagliari) nelle parole del maresciallo Marco Ariu. Continua dopo la foto






Dopo un’estate “all’italiana”, mite ma con qualche picco di caldo soprattutto in agosto, ci si comincia a chiedere “che tempo farà nei prossimi mesi” o almeno quale sarà la tendenza dell’autunno. “Prendendo come riferimento le mappe stagionali e i principali indici atmosferici – spiega Mattia Gussoni de iLMeteo.it – emerge subito una presenza anomala che potrebbe stravolgere i prossimi mesi: si tratta della Niña, quel fenomeno che indica un raffreddamento della temperatura delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico centrale”. Continua dopo la foto



Una strada allagata per il nubifragio abbattutosi su Cagliari, 28 agosto 2019. ANSA/ROBERTA CELOT[/caption]

 

Dall’ultimo rilevamento della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), infatti, la temperatura superficiale delle acque dell’Oceano Pacifico (agosto 2020) era inferiore di circa 0,8°C rispetto alle medie e a quanto pare nei prossimi mesi la tendenza dovrebbe continuare al ribasso (-1,2°C).

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