Meteo, in arrivo choc termico e temporali. Allerta della Protezione Civile


Temperature giù. In arrivo il primo di tre cicloni. Dopo le ultime fasi di maltempo tra Calabria e Sicilia, “comincia a peggiorare sulle Alpi e al Nordovest per l’arrivo di un ciclone che colpirà il Centro-Nord nella giornata di venerdì” fanno sapere gli esperti de ‘IlMeteo.it’. Nel weekend arriverà poi il secondo ciclone “con forte maltempo domenica” che interesserà il Triveneto, le Alpi, le Prealpi e da Toscana e Lazio verso Umbria e Regioni adriatiche centrali. Tempo più asciutto altrove, con rovesci sparsi sulle coste della Campania e della Calabria settentrionale tirrenica.

Da martedì 10, infine, il terzo ciclone che porterà temperature sotto la media di settembre. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte, alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati, ha emesso un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse che integra ed estende quello diffuso ieri. Continua dopo la foto








I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento. Vista l’intensità dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di venerdì 6 settembre, allerta gialla su Valle d’Aosta, buona parte del Piemonte, della Lombardia e sui settori occidentali del Veneto, sull’Emilia-Romagna, tutta la Toscana occidentale, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Marche, sui bacini settentrionali della Puglia e su quelli occidentali della Basilicata. Continua dopo la foto




E potrebbe essere solo l’inizio. Sulla base delle prime tendenze stagionali, possiamo confermarvi fin d’ora che, l’inverno 2019/2020 potrebbe essere più freddo della norma e soprattutto con un discreto carico di neve, con un precoce raffreddamento del comparto russo-siberiano, il vero serbatoio del gelo. Il freddo invernale potrebbe dunque giocare d’anticipo a causa di una figura fondamentale che riuscirebbe a manovrare il clima europeo: parliamo dell’alta pressione delle Azzorre. Vediamo in che modo. Continua dopo la foto


 


La bolla di aria più calda stazionaria tra la penisola Iberica e le Azzorre, tenderà, svariate volte, ad emigrare verso Nord, per poi piegare verso Est. Nel concreto, l’anticiclone oceanico raggiungerebbe Spagna, Francia e Gran Bretagna, per poi dirigersi addirittura verso Norvegia e Scandinavia. L’arrivo di aria calda a latitudini così settentrionali riuscirà a mettere in moto le prime colate di aria più fredda (di origine polare marittima) che saranno costrette a percorrere strade diverse da quelle usuali e a dirigersi quindi verso il Mediterraneo e dunque anche verso l’Italia (in modo retrogrado).

E’ ipotizzabile, quanto meno secondo gli aggiornamenti a lunghissimo termine, un precoce ritorno della NEVE a quote basse ed eccezionalmente anche in pianura (diciamo tra metà e fine novembre), soprattutto al Nord (Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna), con scirocco al Sud e sulle regioni adriatiche.

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