Questo affascinante 46enne ha appena ricevuto un ambito premio letterario. Ma spiazza tutti con un suo segreto: “Andrea Pirlo, lo adoro…”


 

Dopo Emmanuel Carrère, Julian Barnes e Donna Tartt, un altro grande scrittore è a Capri per ritirare il Premio Malaparte, rinato tre anni fa per iniziativa della produttrice e mecenate Gabriella Buontempo, con il supporto della famiglia Pontecorvo della Ferrarelle.

 

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Stavolta, il prescelto è il norvegese Karl Ove Knausgård, autore famoso da quando fra il 2009 e il 2011 ha pubblicato “La mia lotta”, una monumentale e ferocissima autobiografia in sei volumi e trentamila pagine. Feltrinelli ha editato da poco i primi due libri della serie, La morte del padre e Un uomo innamorato. Alto, capelli lunghi da rockettaro, due occhi azzurri come fanali, sigaretta sempre sulle labbra, jeans, camicia e giacca neri, l’autore intervistato dalla Stampa spiega di non essere a suo agio tra la folla del Malaparte (presieduto da Raffaele La Capria e curato da Gabriella Buontempo e Michele Pontecorvo Ricciardi). “Sono una persona solitaria”, dice. “Ho letto moltissimi libri nella mia vita e li ho dimenticati tutti, ma sono tutti nella mia scrittura, che è intuitiva e inconscia. Joyce mi ha aperto le porte della letteratura dove storia e arte, identità e narrativa, sono dissolte nel flusso di momenti, nello spazio del presente.

 

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Qualcosa che Knut Hamsun ha fatto prima di lui nel bellissimo romanzo Fame. Proust ha fatto il contrario e dopo averlo letto la mia percezione del tempo e dell’identità non più stata la stessa. Melville ha scritto con uno stile barocco moderno che mi ha dato il coraggio di inserire nella mia prosa ogni genere di dettaglio, tranne le balene, finora”. E gli italiani? “Ho sempre amato Calvino per la stessa ragione per la quale amo Borges: rappresenta l’essenza della narrativa come espressione massima di libertà e coraggio. Mi piacciono anche Montale, Quasimodo e Svevo. Sfortunatamente sono pochi gli scrittori italiani tradotti in norvegese. La mia casa editrice, Pelikanen, ha pubblicato Kaputt di Malaparte questa estate, il miglior libro sulla guerra che abbia mai letto, un capolavoro”. Ma soprattutto ammette che a Capri avrebbe voluto che gli facessero una domanda: “Andrea Pirlo è un genio?”. E lui avrebbe risposto: “Sì, Pirlo è un genio”.

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