Donne che pensano, donne che agiscono


Venticinque ritratti di donne speciali che si sono distinte nel loro ramo specifico (politica, letteratura, scienze, filosofia, giornalismo, pubblicità, sociologia), ribaltando il pensiero diffuso che solo gli uomini riescono a raggiungere massimi livelli in campi difficili. Campi in cui alle donne per molti secoli non è stato permesso di addentrarsi. Marie Curie, Jane Goodall, Cicely Saunders, Simone Veil, Simone De Beauvoir, Susan Sontag, Margaret Mead, Oriana Fallaci, Anna Politkovskaja, Indira Gandhi, Margareth Tatcher, Angela Merkel, Aung San Suu Kyi appartengono al ‘900, secolo ormai maturo per l’emancipazione femminile, ma anche loro hanno dovuto lottare e mettere a repentaglio la loro sicurezza, per perseguire i loro interessi: i diritti umani e femminili, la politica, la natura, la scienza. Stefan Bollmann ce le racconta nel suo saggio dal titolo emblematico “Le donne che pensano sono pericolose” (Piemme, 2014), saggio arricchito da un’esilarante prefazione di Lella Costa.

Bollmann Stefan
Le donne che pensano sono pericolose
Piemme, 2014, 192 p.
Euro 12,75








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