Intraprendente e piena di coraggio: amori, sogni e ambizioni dell’Italia anni ’70


Edoardo Nesi torna al romanzo con una saga familiare che segue ed accarezza cinque personaggi e dipinge l’affresco di una nazione ambiziosa e coraggiosa, sulla quale splendeva la buona stella della fortuna e nella quale si soffriva solo, ma tanto, per amore. ‘L’estate infinita’ (Bompiani, pp. 459, euro 19,00) è una macchina del tempo che riesce a ricondurci al ricordo potente e lieve d’un passato prossimo colmo d’un futuro che non finiva mai, e riporta il lettore in una Italia innamorata della vita e delle sue passioni, talentuosa e frenetica, laboriosa e sventatissima: l’Italia migliore di sempre.

 



Italia. Estate del 1972. Ivo il Barrocciai convince il padre Ardengo a finanziargli l’acquisto di un terreno per costruire una fabbrica di tessuti da “far invidia ai milanesi”. Impossibile non pensare anche alla realtà familiare dell’autore che, per 15 anni, ha diretto l’azienda tessile di famiglia che ha infine ceduto nel 2004. Poi c’è Cesare Vezzosi, piccolo impresario edile, sposato con la bellissima Arianna che lascia lunghi mesi al mare a badare al figlio Vittorio, costruisce di lena appartamenti popolari per ospitare l’ondata di intrepida immigrazione che viene dal Sud. Pasquale Citarella è venuto dall’Irpinia a cercare fortuna, con moglie e figli, e pittura senza sosta le case e i capannoni e i palazzi che sembrano spuntare ovunque. È l’alba di un nuovo mondo e l’albero della vita sta intrecciando i destini: l’audace Barrocciai incarica il Vezzosi di costruire la faraonica fabbrica mentre lui si getta, con l’entusiasmo di un fanciullo, alla conquista del mercato tessile d’Europa e d’America. Il Vezzosi, a sua volta, incarica Citarella della costruzione: una commissione che può valere il futuro suo, della sua famiglia, e anche di qualche parente rimasto ad Ariano Irpino. E mentre la fabbrica si va edificando, gloriosa e eccessiva come il sogno che l’ha voluta creare, mentre quei tessuti iniziano a generare denaro e spargere benessere condiviso, mentre gli anni vengono divorati dalla voglia di futuro, le vite private dei protagonisti iniziano a scricchiolare, a comporsi e ricomporsi.

 Edoardo Nesi ha pubblicato con Bompiani ‘Fughe da fermo’ (1995), ‘Ride con gli angeli’ (1996), ‘Rebecca’ (1999), ‘Figli delle stelle’ (2001), ‘L’età dell’oro’ (2004, Premio Bruno Cavallini, Finalista Premio Strega 2005), ‘Per sempre’ (2007), ‘Storia della mia gente’ (2010, Premio Strega 2011) e ‘Le nostre vite senza ieri’ (2012).

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