“Va vietato!”. Ora se la prendono con Tom & Jerry: proibire ai più piccoli di guardare il cartone. Il (folle) motivo? Eccolo. Giudicate voi


 

Tom & Jerry, il celebre cartone animato americano che dal 1940 popola ininterrottamente la tv (con un paio di incursioni al cinema), è finito sul banco degli imputati in Egitto. Per il gatto ed il topo più famosi del mondo usciti dalla mente di Hanna e Barbera, l’accusa è quella di fomentare alla violenza. Ad incriminare i due personaggi è stato, nei giorni scorsi Salah Abdel Sadek, capo del Servizio di informazione di Stato egiziano.

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Il motivo, a suo dire, sarebbe semplice: in chi guarda il cartone animato (come chi gioca spesso ai videogame di guerra) si instaura una visione naturale della violenza. Succede insomma proprio come accadde in una celebre puntata dei Simpson in cui un gruppo di springfildiani guidati da Marge Simpson si oppongono alla messa in onda di Grattachecca e Fichetto. Nel suo intervento durante una conferenza all’università de Il Cairo, Sadek – scrive Tgcom – ha incolpato “Tom & Jerry” di “raffigurare la violenza in modo simpatico” e di mandare il messaggio che ” si può tranquillamente colpire le persone e farle saltare in aria con l’esplosivo”.

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Secondo il sito “Egyptianstreets”, il funzionario egiziano se la sarebbe presa anche con i videogiochi, accusandoli di rendere i ragazzi felici di commettere violenze. “E’ diventato normale che un giovane trascorra ore davanti ai videogiochi, uccidendo e spargendo sangue, ed è contento”. E dopo le controverse dichiarazioni la testata “Youm7” ha pubblicato un articolo dal titolo “Le cinque accuse a Tom & Jerry in Egitto”, in cui afferma che il cartone insegna ai bambini abitudini malsane quali bere alcol, fumare e rubare.

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L’Egitto non è nuovo a forme di censura su prodotti di intrattenimento. Già con “The Wolf of Wall Street” si è assistito a una riduzione di 45 minuti della pellicola causa rimozione di scene che mostravano sesso e uso di droga.

 

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