Tracollo impietoso. Era la bellissima indianina di Marlon Brando: lineamenti favolosi e capelli fluenti. Tutti la conoscono come Piccola Piuma solo che oggi nessuno la riconosce più. ”L’hanno ridotta così”. Tristezza


 

 

“Sono Apache, sono Sacheen Littlefeather (Piccola piuma,  ndr), presidente dell’associazione per l’identità culturale dei nativi americani.  Sono qui per dirvi che il signor Brando non può ritirare il vostro generoso premio a causa di come il cinema tratta i nativi”. Forse ve lo ricordate ancora. Forse lo avete rimosso. Forse all’epoca eravate troppo giovani o non eravate ancora nati. Comunque. Era il 1973 e Marlon Brando era stato premiato come miglior attore per il film il Padrino. Al posto suo, però, sul palco c’era lei, Piccola piuma, un’attivista per la difesa dei diritti dei nativi americani. Bellissima. Vestita con un vestito tradizionale, i capelli raccolti in delle trecce lunghissime. Era sul palco – l’aveva mandato Brando – per rifiutare il premio dell’attore. Il motivo? Marlon Brando lo aveva ”riassunto” in 15 pagine di discorso. Per ragioni di tempo, l’Academy non ne autorizzò la lettura. Da quel momento le deleghe al ritiro dei premi vennero severamente monitorate. Continua a leggere dopo la foto

 








In quell’occasione, comunque, la piccola indiana venne applaudita. Ma anche fischiata. John Wayne, tanto per dire, tentò di raggiungere il palco degli Oscar per buttarla fuori. Come ricorda Il Giorno, fu necessario l’intervento di 4 persone per fermarlo. Il giorno seguente a quell’episodio che sconvolse il mondo, iniziò il delirio totale. Quello dei media, ovviamente. Sacheen Littlefeather finì nella bufera e fu presa di mira. Su di lei fu detto di tutto: “È un’ attricetta”, “È una spogliarellista” (è vero, aveva posato su Playboy con altre indiane ma lo aveva fatto solo ed esclusivamente per la causa dei nativi); ”Non è neanche una nativa americana, anzi, è una una bufala organizzata da Brando”. Cose del genere. Continua a leggere dopo le foto






Da quel momento, Sacheen non gira più un film a Hollywood. Nè altrove. È stata cancellata. E allora come vive? Tira avanti lavorando per la comunità dei nativi e ha qualche incarico all’università. La sua carriera, forse, poteva essere sfolgorante. Ma lei non lo saprà mai. Ormai il passato è passato e se ne è fatta una ragione ma quel che non è riuscita a perdonare è l’accusa di essere una stripper. Ormai però ciò che pensa non interessa più a nessuno. Tristissima sorte.

Leggi anche: “Donatella Versace, venti anni per diventare horror puro…”

 

 

 

 

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it