È morto Franco Zeffirelli, addio al maestro del Cinema italiano


È morto Franco Zeffirelli. Aveva 96 anni. Se ne va un gigante della cultura e del teatro italiano. Zeffirelli è morto nella sua casa a Roma, sulla via Appia, dove abitava da tempo. Sceneggiatore, attore, regista. Il suo contributo alla cultura italiana è stato grandissimo. Franco Zeffirelli è sicuramente l’unico regista italiano che può fregiarsi del titolo di cavaliere dell’ordine dell’impero britannico (KBE) da quando l’ambita onorificenza gli fu appuntata nel novembre del 2004.

Era appena diplomato all’Accademia di Belle Arti quando Luchino Visconti lo volle per allestire le scene teatrali di ’Troilo e Cressida’ e poi lo chiamò, come assistente, sul set di “La terra trema”. Cominciava così un sodalizio vitale, burrascoso e fecondo che coinvolse gli affetti di Zeffirelli, la sua formazione estetica, la sua carriera. Raffinato cultore del patrimonio artistico italiano, ha regalato al pubblico film come “Romeo e Giulietta” del 1968 con l’indimenticabile colonna sonora di Nino Rota. (Continua a leggere dopo la foto)



”Non avrei mai voluto che arrivasse questo giorno. Franco Zeffirelli se ne è andato questa mattina. Uno dei più grandi uomini della cultura mondiale. Ci uniamo al dolore dei suoi cari. Addio caro Maestro, Firenze non ti dimenticherà mai” scrive il sindaco Dario Nardella su twitter. E ancora il messaggio della Fondazione Zeffirelli. “Si è spento serenamente pochi minuti fa Franco Zeffirelli. Era nato a Firenze 96 anni fa. La scomparsa è avvenuta alla fine di una lunga malattia. Seguiranno altre informazioni sul luogo e la data delle esequie. Il Maestro riposerà nel cimitero delle Porte Sante di Firenze”. (Continua a leggere dopo la foto)


L’esordio al cinema è come suo aiuto regista in La terra trema e Senso. Negli anni ’50 cura la regia di numerose opere teatrali (molto Shakespeare), mentre al cinema debutta come autore nel 1957 con la commedia Camping. Celebri le sue trasposizioni cinematografiche di Shakespeare, tra le quali La bisbetica domata (1967) e Romeo e Giulietta (1968). Nel 1971 è la volta di uno dei suoi film più acclamati, Fratello sole e sorella Luna, sulla vita di San Francesco. La sua opera prosegue ancora con film spesso storici o frutto della rielaborazione di testi teatrali o di opere dove molta attenzione è dedicata alla ricostruzione dell’ambiente e delle scenografie. E’ il caso di Cavalleria rusticana o anche del “Gesù di Nazareth” televisivo, di Amleto o Il giovane Toscanini. (Continua a leggere dopo la foto)


 

Ma la cura dei dettagli e l’omaggio alla lezione di Visconti non vengono meno nemmeno nelle sue pellicole più recenti, da Un tè con Mussolini, in cui Zeffirelli racconta la sua infanzia tribolata, a Callas Forever. “Invecchiare è brutto, c’è poco da fare. – aveva detto il regista in un’intervista rilasciata al quotidiano La Nazione – Ma in Italia è una fortuna perché a differenza dei paesi anglosassoni la famiglia si occupa dei vecchi. Io sono fortunato perché ho adottato due figli, Pippo e Luciano, che si prendono cura di me”.

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