David di Donatello, ecco chi ha vinto gli “Oscar italiani”


 

Un po’ a sorpresa il miglior film della 60/a edizione dei David di Donatello è la commedia corale Perfetti sconosciuti, campione di incassi con più di 16 milioni di euro. Il suo regista Paolo Genovese ha chiamato sul palco tutti gli interpreti per godersi l’applauso della platea. Ma questo è stato soprattutto l’anno di Lo chiamavano Jeeg Robot, il film di Gabriele Mainetti che si è aggiudicato sette riconoscimenti compreso il miglior esordio, i due attori protagonisti, Claudio Santamaria e Ilenia Pastorelli, il miglior non protagonista, il “villain” Luca Marinelli e la migliore non protagonista, Antonia Truppo. Sette premi anche al poetico film di Matteo Garrone Il racconto dei racconti che ha vinto come miglior regista.

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Miglior attore protagonista Valeria Golino ha premiato Claudio Santamaria per Lo chiamavano Jeeg Robot. “Sono sempre molto negativo e quindi non ci speravo, del tempo non me ne importa. Ora sono sul palco e ringrazio tutti dalla mia famiglia a tutti quelli che hanno lavorato al film, a chi abbiamo conosciuto a Tor Bella Monaca. Dedico questo premio Graziella Bonacchi, mia agente che non c’è più è stata più di una sorella maggiore”. Gli altri candidati erano Alessandro Borghi (Non essere cattivo), Luca Marinelli (Non essere cattivo), Marco Giallini (Perfetti sconosciuti), Valerio Mastandrea (Perfetti sconosciuti).

Miglior attrice protagonista ha sbaragliato l’esordiente Ilenia Pastorelli sempre per ”Lo chiamavano Jeeg Robot” che, emozionatissima, ha ringraziato il suo regista “perché ha abbattuto tutti i pregiudizi, facendomi scoprire arte e passione. Lo ringrazierò tutta la mia vita anche se non so cosa succederà di me in futuro”. Le altre candidate erano  Àstrid Bergès-Frisbey (Alaska), Paola Cortellesi (Gli ultimi saranno ultimi), Sabrina Ferilli (Io e lei), Juliette Binoche (L’attesa),  Valeria Golino (Per amor vostro), Anna Foglietta (Perfetti sconosciuti)

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David numero 60 in diretta: trionfo Jeeg Robot con Santamaria e Pastorelli





Perfetti sconosciuti, che mette in luce come i cellulari siano ormai la scatola nera dei nostri segreti, ha colpito nel segno e si è aggiudicato anche il premio per la migliore sceneggiatura.

 ‘Il racconto dei racconti-Tale of Tales’, di Matteo Garrone  conquista la miglior regia e poi sei statuette tecniche: miglior fotografia, andato a Peter Suschitzky; scenografia aDimitri Capuani e Alessia Anfuso; i costumi a Massimo Cantini Parrini, che dedica il premio a Ettore Scola. E ancora per Garrone miglior trucco e acconciatura e effetti digitali. Delusione sicuramente per Claudio Caligari che, nonostante le sedici candidature ottenute da ‘Non essere cattivo’, ottiene solo il premio per miglior fonico di presa diretta.

E ancora peggio va a Fuocoammare di Gianfranco Rosi, unico film in lizza con un tema forte come quello dell’emigrazione che dopo aver conquistato il Festival di Berlino con l’Orso d’oro nel proprio paese non si porta a casa nulla (aveva quattro candidature).

Infine la musica è di Youth – La giovinezza di Paolo Sorrentino che conquista miglior canzone e colonna sonora. E questo in una serata nel segno del rilancio del premio voluto da Sky e con un red carpet rinnovato e ricco e, infine, con la conduzione in prima serata del tonico e davvero divertente Alessandro Cattelan. Insomma alla 60/a edizione l’Oscar italiano rilancia e cerca di fare il miracolo: rendere meno noiosa la cerimonia dei premi.

 

Youth-la giovinezza, il nuovo film di Sorrentino sarà presto nelle sale. Intanto ecco il trailer

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