“Ecco cosa ha fatto prima di morire”. Il grande cinema è in lutto: era malato da tempo, un cancro se lo è portato via. Regista di film straordinari, ha inventato un genere dal nulla facendo ‘esplodere’ i botteghini di tutto il mondo


 

Il grande cinema è il lutto. È morto il padre degli zombie, George Romero, leggenda dell’horror, un vero e proprio mito, colui che inventò dal nulla un nuovo genere, che ha segnato un’epoca e che ha dato ai film del terrore un sfondo sociale che fino a quel momento non c’era mai stato. Era ricoverato da qualche tempo in un ospedale di Toronto per un cancro ai polmoni. Aveva 77 anni e nel 1968 battè il ciak fondativo degli zombie movie con una pellicola low budget che fece scalpore come La notte dei morti viventi. Girato a Pittsburgh in bianco e nero con un budget di 114mila dollari, Night of the Living Dead ha incassato 30 milioni di dollari ed è diventato un cult. Ha lottato contro un bruttissimo male e secondo il racconto dei familiari, negli ultimi istanti di vista, il regista ha chiesto di ascoltare la colonna sonora del film di John Ford Un uomo tranquillo del 1952. Romero lascia un’eredità grandissima un genere cinematografico, che ha dettato lo standard per il cinema horror e che affonda le sue radici in una feroce critica sociale, da quel momento il cinema non è più stato lo stesso. (continua dopo la foto)







Romero era nato a New York, nel Bronx, da padre cubano e madre lituana, da giovanissimo ha manifestato da subito la passione per il cinema. Era ancora un ragazzo quando, dopo aver terminato gli studi alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh nel 1960, iniziò a girare cortometraggi. Ma molto presto lo sceneggiatore e fumettista matura il sogno di realizzare un film horror. Mette insieme un gruppo di amici appassionati, raccoglie 10mila dollari e nel 1968 tira fuori il capolavoro La notte dei morti viventi, scritto con lo sceneggiatore John A. Russo. E negli anni ’70 quella pellicola, su cui nessuno aveva scommesso, diventa un vero cult e conia il genere zombie. Da quel momento è un’esplosione. Nel 1978 arriva il secondo della trilogia Zombi e nel 1985 è la volta de Il giorno degli zombi. (continua dopo le foto)





 

A partire da quel momento, Romero ha trovato definitivamente la sua strada. Seguono, infatti, numerosi titoli, fin dagli anni ’70 che, sebbene sono meno noti al grande pubblico, sono le fondamenta dell’immenso patrimonio che Romero ha lasciato agli appassionati del genere. I fan lo sanno benissimo, tra il regista americano e Dario Argento c’è stato un legame fortissimo, un vero e proprio sodalizio a partire dalla collaborazione per il montaggio di Zombi. I due hanno anche lavorato insieme nel 1990 in Due occhi diabolici, pellicola composta di due episodi, ognuno di loro ne ha diretto uno, omaggio al mito del genere horror della letteratura, Edgar Allan Poe. 

Ti potrebbe interessare anche: Lutto nel mondo del cinema. Addio all’attore simbolo di una generazione. Con lui avevamo cominciato a sognare

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it