Carlo Verdone critica La vita è bella: “Quella di Benigni è una favola riduttiva”


“Sono molto amico di Roberto Benigni ma oggi su La vita è bella ho qualche dubbio, anche se è un film importante che ha avuto un Oscar. Dopo questo viaggio ad Auschwitz, potreste forse arrivare a dire ‘ma cosa ci ha fatto vedere Benigni?”. Sono le parole di Carlo Verdone rivolgendosi ai ragazzi delle scuole di Roma pronti a partire per il ‘Viaggio della memoria 2015′, organizzato dalla Regione Lazio e presentato alla scuola Galilei di Roma, e che ha per destinazione i campi di concentramento nazisti del centro Europa. “Difesi il film di Roberto all’epoca in cui uscì, quando venne attaccato tra gli altri da Giuliano Ferrara, e lo difendo ancora oggi”, spiega il regista romano in un’intervista esclusiva al Il Fatto Quotidiano.

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“Benigni ha avuto immenso coraggio a raccontare una storia così delicata. Però ogni tanto rifletto su quello che ho vissuto io visitando i campi di concentramento. C’è un orrore che ti rimane dentro e ti porta a pensare se era il caso di raccontarlo in chiave favolistica. Credo infatti che il male assoluto raccontato dal cinema sia un po’ una limitazione. Mi emoziona di più un documentario dove ritrovi pezzi di verità. O ancora di più mi emoziona un libro, il Diario di Anna Frank, molti ricordi scritti da Primo Levi nei suoi libri, le lettere dei detenuti in questi campi della morte. La lettura è forse più importante di un film in questo caso estremo”.

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