Non si placa lo screzio multimediale tra Matteo Salvini e Alba Parietti. Quest’ultima in particolare è sconvolta dalla quantità di insulti e offese che i “leoni da tastiera” le hanno scaricato addosso dopo il botta e risposta con il leader leghista. Intervistata da Il Fatto Quotidiano chiede: “Vuol sapere cosa mi hanno scritto? Troia”, “pomp..”, “quel fro.. di tuo figlio”. “Dalla violenza generata da una semplice opinione. Ero stata da Giuseppe Cruciani e David Parenzo a La Zanzara e avevo semplicemente detto che dai nostri politici, in un momento così grave, mi aspettavo qualcosa di meglio di un’ arrabbiata chiacchiera da bar”. Alba sottolinea che a stravolgere il senso delle sue parole è stato lo stesso Salvini che l’ha dato “in pasto ai leoni da tastiera. Il risultato è una cloaca a cielo aperto, un insulto continuo e violentissimo, un’ oscenità permanente”. Quindici mila commenti, contro di lei e insulti anche irripetibili. Oscenità, insinuazioni e offese. “Ho denunciato ai carabinieri la totale mancanza di controllo e quindi l’omissione di chi gestisce il profilo Facebook di Salvini. Un conto è il libero pensiero, altro è l’ insulto vigliacco, la minaccia di morte, l’ aggressività gratuita. Salvini è fiero di queste persone? Perché non si dissocia? Se a lui sta bene significa che non ho poi tanto sbagliato nell’ analisi”.
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“Cavalca l’ ignoranza, dimentica ciò che siamo stati, parla di immigrazione solleticandogli istinti peggiori. Nel mio caso ha manipolato quel che avevo detto e scegliendo solo una parte del ragionamento, fingendo equidistanza e squallida eleganza, ha scritto: ‘Cosa dovrei rispondere alla signora?’. Una bassezza che simulando indifferenza, ha dato il via alla sassaiola. Era come dire: ‘Io me ne lavo le mani, sbranatela voi’. Siamo ai confini dell’ istigazione a delinquere. Non succederà, ma se qualcuno dovesse aggredirmi davvero a cosa dovrei pensare? La dialettica a cui sono abituata era diversa”. Poi si sofferma sul confronto con Massimo D’Alema. “Salvini Fa dei discorsi per aizzare il peggio del suo elettorato, mi piacerebbe sfidarlo in campo aperto, Salvini. In un dibattito pubblico. Ma credo che si guarderebbe bene dall’accettare. Più comodo lasciar parlare le bestie. Che poi non sono neanche i suoi elettori, molti leghisti mi hanno scritto in privato per esprimermi sconcerto e solidarietà. Sono proprio bestie ignoranti. E le bestie ignoranti non hanno tessera né bandiere”!.
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