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“Cosa mi hanno fatto in vacanza”. Giaele De Donà, orrore in hotel. Poi parla l’altra del Grande Fratello

  • Gossip

Una polemica nata sui social, partita da un racconto personale e finita rapidamente al centro del dibattito online, sta dividendo il pubblico che segue da anni le dinamiche nate dentro e fuori la casa del Grande Fratello. Protagoniste della vicenda sono due ex coinquiline molto note al pubblico del reality, finite una contro l’altra dopo la diffusione di un video che ha sollevato interrogativi, reazioni indignate e successive precisazioni. A ricostruire quanto accaduto, riportando i passaggi chiave della storia, è stato anche il sito IsaeChia, che ha seguito da vicino l’evolversi dello scontro.

Tutto ha avuto origine dal racconto di Giaele De Donà, che sui social ha condiviso un’esperienza vissuta durante un soggiorno in Colombia, dove alloggiava in un resort a cinque stelle. Nel video, diventato virale in poche ore, l’ex gieffina ha spiegato con toni scossi quanto le sarebbe accaduto durante una sessione di meditazione. “Ragazzi vi devo dire una cosa che è davvero sconvolgente, sono stata in Colombia e sono appena stata dr0gata dal mio insegnante di meditazione. Sono in un hotel bellissimo a cinque stelle, sono appena andata a fare una sorta di meditazione e l’insegnante a inizio lezione ha dato a tutti noi una cosa da mettere in bocca, spiegandola in spagnolo in maniera velocissima. Ho semplicemente fatto quello che facevano tutti: mi sono messa questa cosa in bocca”.

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Giaele De Donà, choc in vacanza. Poi l’intervento di un’altra ex GF

Nel racconto di Giaele, la situazione si sarebbe chiarita solo al termine della lezione, quando la sensazione fisica avvertita l’ha spinta a chiedere spiegazioni. “A fine lezione sono andata da lui perché avevo perso la sensibilità della bocca e non capivo il perché. Quando ho chiesto che cosa mi avesse messo in bocca, lui ha detto che mi aveva dato foglie di c0caina. Sì, mi aveva proprio messo in bocca le foglie di cocaina, pura”. Parole che hanno immediatamente acceso l’attenzione del web, tra commenti preoccupati e accuse di comportamento irresponsabile.

La versione di Giaele si è arricchita poi di ulteriori dettagli, che hanno contribuito ad aumentare lo sconcerto di chi la seguiva. “Mi ha detto che è totalmente normale, che è una cosa che gli ha insegnato sua nonna, che la c0caina ti fa rimanere più focus sui tuoi pensieri e che quindi è molto utile nella meditazione. Tant’è che io sono rimasta scioccata. Gli ho anche chiesto se potevo comprarla e portarla a casa, ma mi ha risposto che non era possibile perché sarebbe illegale. Quindi sì, era proprio c0caina pura, non stava scherzando. Sono stata drogata senza saperlo durante una classe di meditazione. Questa è la Colombia!”. Un racconto che, così formulato, ha sollevato dubbi e critiche anche da parte di chi conosce meglio usi e tradizioni locali.

A intervenire per fare chiarezza è stata quindi Chiara Cainelli, che ha deciso di rispondere pubblicamente con uno “stitch” su Instagram, spiegando di essersi sentita chiamata in causa. “Partendo dal presupposto che questo è il mio primo stitch, non ne ho mai fatto uno, soprattutto in casi come questo. Mi sono sentita presa in causa, perché non sono colombiana, ma per metà boliviana, e conosco perfettamente la cultura e la tradizione della foglia di coca. Ho notato che nel video ci sono parecchi errori, e ora vi spiego”.

Nel suo intervento, Chiara ha messo l’accento sulla distinzione tra la sostanza citata da Giaele e il suo utilizzo tradizionale. “La foglia di cui parla la ragazza si chiama foglia di coca e non di c0caina. Non è trattata chimicamente e viene utilizzata come rimedio naturale per molte cose, come noi utilizziamo la valeriana. Nelle culture del Sud America viene masticata, come una sorta di chewing gum, e può dare quella sensazione di anestetizzare leggermente la lingua e provocare il sapore amaro in bocca. Ma quello è semplicemente il sapore della foglia, non si può parlare di stupefacenti”.

Chiara ha infine concluso invitando a una maggiore attenzione quando si raccontano esperienze legate a culture diverse. “Si può utilizzare anche sotto forma di tisana, infuso o caramelle. Tutto qua. È vero che la foglia di coca non si può esportare, ma si può esportare sotto forma di infusi o tisane. Nulla contro la ragazza, ma invito chi viaggia a informarsi prima di diffondere informazioni errate. Dire ‘sono stata dr0gata’ è sbagliato e può creare allarmismo. La foglia di coca non è cocaina, e lei non è stata dr0gata”. Una precisazione che ha riaperto il dibattito, dividendo ulteriormente il pubblico tra chi difende il racconto emotivo di Giaele e chi, invece, sposa la spiegazione culturale fornita da Chiara.


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