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Regole per i social, sette cose da non fare mai su Facebook

  • Gossip

Non è vero che sui social network non ci sono regole. Anzi, è vero l’esatto contrario. Esistono delle regole, scritte o non scritte, ( di opportunità o buona educazione) che vanno seguite come se ci trovassimo “in società”. Dopo aver ripreso il decalogo scritto per Twitter da Luca Bianchini, proponiamo sette cose da non fare su Facebook  per Facebook stilate dal Dailydot.com.

1) Postare la prova di un crimine che hai commesso: 
Sono frequenti le storie di ladri maldestri che si fanno beccare perché postano foto con lo smartphone appena rubato. Un vero criminale non dovrebbe lasciare tracce.

2) Tutto ciò che incita all’odio: 
Facebook non è una piazza virtuale per manifestazioni neofasciste o pro Ku Klux Klan. Ogni commento e immagine inutile, odiosa o offensiva verrà bloccata dal social network o dai vostri amici che attiveranno l’opzione per nascondervi dalla loro bacheca. (Continua a leggere dopo la foto)


 

3) Il vostro post contiene informazioni private che sarebbe meglio comunicare solo di persona:
Facebook è un luogo pubblico esattamente come un locale affollato o la strada principale della propria città. In questi luoghi nessuno si sognerebbe mai di mettersi a parlare del proprio divorzio, della morte improvvisa di una persona cara, dell’acquisto di una casa nuova o di quale scuola materna scegliere. Perché allora farlo su un social network?

4) Mettere mi piace su notizie tristi:
Non tutto si esprime con un ‘like’. Spesso chi passa molto tempo sui social network dimentica che la gamma delle emozioni umane è molto più vasta di un ‘pollice alto’ o di una ‘condivisione’. I ‘mi piace’ valgono solo su Facebook e il proprio dispiacere per una tragedia non si misura in base al numero di ‘like’ ottenuti.

5) Citare qualcuno che non vorrebbe essere nominato:
Prima di geolocalizzare qualcuno, taggarlo in una foto o scrivere dove si trovava ieri sera sarebbe meglio chiedere il suo permesso. Non tutte le persone condividono infatti l’idea secondo cui avere un profilo su un social network equivale a dire addio alla propria privacy.

6) Pubblicare qualcosa che potrebbe compromettere la tua carriera lavorativa:
La foto che ti ritrae ubriaco alla festa del tuo migliore amico o quella in cui fai uso di droghe. Nessuno mostra il suo lato peggiore durante un colloquio di lavoro. Quindi perché si dovrebbe farlo in un luogo visibile da chiunque cerchi informazioni su di noi? Sono sempre di più, infatti, i datori di lavoro che cercano informazioni sugli aspiranti dipendenti nei loro profili social.

7) Pubblicare foto o post intenzionalmente stupidi:
Ciò che ti fa ridere ora potrebbe imbarazzarmi (o crearti dei veri problemi) domani.La sa bene un ragazzo di 14 anni che sta scontando 2 anni di carcere per aver pubblicato un’immagine di lei che faceva sesso orale ad una statua di Gesù. Il trucco, consigliano gli esperti, è quello di chiedersi, prima di postare qualcosa, che cosa ne penserebbe tua nonna. Un metodo infallibile per non sporcarsi la reputazione.


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