Lutto nella cultura italiana: lo scrittore stroncato dal Covid. Il contagio è stato fatale

Chiude per sempre i suoi occhi un altro volto celebre. Già colpito da patologie pregresse, lo scrittore e docente universitario Marco Santagata muore all’età di 73 anni. Ricoverato presso l’ospedale di Pisa Santagata per Covid 19, lo scrittore versata in gravi condizioni di salute rese note nei giorni precedenti anche dai suoi familiari. Questa mattina il suo cuore ha smesso di battere.

Un vuoto incolmabile nel cuore di tanti. Con parole ricche di commozione e dolore, Paolo Mancarella, rettore dell’Università di Pisa,  si è così espresso: “Con Marco ci lascia un grande intellettuale e un amico generoso e di lui oltre al grande sapere, ci mancheranno l’infinita curiosità, il desiderio di conoscere e la sottile ironia: è stato uno dei grandi maestri del nostro ateneo e il vuoto che lascia difficilmente sarà colmabile”. (Continua a leggere dopo la foto).


E aggiunge: “Anche per questo, in segno di riconoscimento, avevo pensato a lui come professore emerito. Adesso, però, è il tempo del cordoglio e l’Università di Pisa si stringe attorno alla sua famiglia in quest’ora così difficile”. Quelle di Santagata si sono rivelate delle condizioni di salute ormai irreversibili. Conosciuto come una grande mente, studioso dantista e critico letterario, da tempo autore di prodotti editoriali di successo. (Continua a leggere dopo la foto).

E come scrittore vinse il prestigioso premio Campiello nel 2003 con il suo “Il maestro dei santi pallidi”, ma non solo. Anche del premio Stresa nel 2006 con “L’amore in sé”. E ancora nel 2015 il suo nome tra i finalisti sempre del premio Strega con “Come donna innamorata”. Marco Santagata aveva dedicato a Dante e Petrarca la collana dei classici Meridiani, così come la sua intera vita alla ricerca e agli approfondimenti letterari. (Continua a leggere dopo le foto).

Tra i suoi numerosi romanzi, tutti pubblicati da Guanda, figurano anche  “Papà non era comunista” testo di esordio nel 1996,  “Voglio una vita come la mia” del 2008, “Il movente è sconosciuto del 2018, “Il copista. Un venerdì del Petrarca” del 2020. Dopo una lunga malattia, in seguito a un tumore e alla conseguente dialisi, si era innestato anche il virus del Covid.

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