Un caso finito nelle aule del Tribunale di Roma riporta sotto i riflettori una vicenda che coinvolge Pippo Franco, la moglie Maria Piera Bassino e il figlio Gabriele (noto anche per Temptation Island 2019). Con loro vanno a processo il medico di base Natale Cirino Aveni e altri imputati: il giudice dovrà chiarire ruoli, responsabilità e passaggi che, secondo l’accusa, avrebbero portato a certificazioni irregolari.
Al centro del procedimento c’è l’ipotesi di falso in atto pubblico legata a certificazioni sanitarie inserite nei sistemi regionali tra 2021 e 2022, che avrebbero permesso di ottenere un documento allora indispensabile per accedere a servizi e attività. La Procura contesta che alcune attestazioni di vaccinazione siano state registrate pur in assenza della somministrazione.

L’indagine dei Nas e le date contestate
L’inchiesta nasce da accertamenti dei Nas, partiti da una discrepanza tra le dosi che risultavano “fatte” e quelle realmente disponibili nello studio medico ai Colli Albani. Nel capo d’imputazione si parla di episodi collocati tra il 29 luglio e il 19 agosto 2021, con dati che sarebbero stati inseriti nel sistema informativo della Regione Lazio per predisporre certificazioni poi utilizzate.
Un altro passaggio riguarda il cosiddetto Green pass rafforzato: per l’accusa, il 20 gennaio 2022 l’attore e i familiari avrebbero tratto “in errore il personale della Asl della Regione Lazio sull’effettiva somministrazione delle prime due dosi di vaccino”, arrivando così al certificato collegato alla dose booster. Anche questo punto sarà valutato in aula insieme alle posizioni degli altri imputati.

La difesa respinge l’impianto accusatorio e chiede di guardare alle prove: “Non c’è nessuna prova a carico dell’attore e dei suoi familiari“, sostengono gli avvocati Benedetto Stranieri e Paolo Gallinelli. Il processo, appena iniziato, dovrà stabilire se e come si sia concretizzato il presunto meccanismo contestato dalla Procura.


