Dopo anni di silenzio e riserbo, torna a far parlare di sé Aklile Berhan Makonnen Hailé Selassié, padre delle principesse Lulù, Jessica e Clarissa, protagoniste del mondo dello spettacolo italiano e note per la loro partecipazione al Grande Fratello Vip. Uscito di recente dal carcere svizzero in cui era stato rinchiuso nel 2021, l’uomo ha rilasciato un’intervista fiume al settimanale Chi, facendo chiarezza non solo sulle sue origini ma anche su diversi aspetti della sua vita privata, inclusa la storia sentimentale della figlia Lulù con l’ex nuotatore Manuel Bortuzzo.
Il fulcro del racconto è il cognome Selassié, che per molti è sempre stato fonte di curiosità e polemiche. Aklile ha voluto sgombrare il campo da ogni dubbio: “Sono davvero un discendente dell’ultimo Imperatore d’Etiopia”, ha dichiarato, mostrando anche documenti ufficiali. Il padre sarebbe infatti il Principe Makonnen, Duca di Harar, secondogenito dell’Imperatore Hailé Selassié. “Nel 1974 c’è stato un colpo di Stato e molti membri della famiglia imperiale, me incluso, furono perseguitati”, ha spiegato, rivelando di essere riuscito a fuggire dall’Etiopia solo grazie al nonno materno, un italiano di nome Beniamino Bissirri, che lo salvò riconoscendolo come proprio nipote. “Mi diede il suo cognome per potermi portare via dall’Etiopia e salvare la mia vita”, ha raccontato. Un’identità temporanea, dunque, che abbandonò una volta caduto il regime per tornare al suo nome originale.
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Nel corso dell’intervista, Aklile ha voluto anche smontare alcune leggende nate attorno alla sua famiglia. “Mio nonno non era un giardiniere”, ha detto con fermezza, “era una figura importante nelle questioni agricole dell’Etiopia e probabilmente il primo italiano a introdurre nel Paese la coltivazione di agrumi come arance e mandarini”. Una figura rispettata, dunque, e parte integrante della rete familiare dell’ex impero etiopico.

Spazio anche per riflessioni personali, in particolare sul rapporto che sua figlia Lulù ha avuto con Manuel Bortuzzo. “L’ho conosciuto solo per telefono”, ha ammesso, chiarendo di essere rimasto sempre in carcere durante la loro relazione. Ma il giudizio sulla storia è netto: “Lulù è una persona estremamente sensibile e merita qualcuno che la metta sempre al centro. Non si merita di essere trattata come una serva”. Il tono, seppur composto, lascia trasparire una certa amarezza e una chiara presa di posizione paterna: la difesa della figlia da chi, a suo dire, non ne avrebbe riconosciuto il valore.


La delusione maggiore, però, sembra arrivare dall’intervista che Bortuzzo ha rilasciato a Verissimo, nella quale avrebbe espresso giudizi duri sull’ex compagna. “Ci sono rimasto male”, ha confessato Aklile, “non si possono fare certe affermazioni su una persona con cui si è condiviso tanto. Quando terze persone si intromettono in una relazione, è difficile che l’amore duri”. Un’amara constatazione, che chiude un racconto carico di rivendicazioni familiari, orgoglio dinastico e un desiderio profondo: che le sue figlie, e Lulù in particolare, trovino finalmente una serenità all’altezza del loro cuore.


