Martina Ceretti, la giovane modella balzata al centro del ciclone mediatico per il presunto legame con Raoul Bova, è improvvisamente scomparsa da Instagram. L’account che contava circa 100mila follower e che fino a pochi giorni fa era ancora attivo, adesso non risulta più accessibile: cercando il suo nome utente, @martinaceretti, non appare nulla se non qualche omonima. Non è ancora chiaro se la sparizione sia il frutto di una scelta personale, una chiusura temporanea o un’eliminazione definitiva del profilo. Né la diretta interessata né il suo entourage hanno voluto chiarire la vicenda. Un silenzio che si carica di domande, proprio mentre il caso continua ad arricchirsi di dettagli e colpi di scena.
A far esplodere il caso, è stata l’ultima puntata del podcast Falsissimo di Fabrizio Corona, che ha ricostruito i presunti contatti social tra Raoul Bova e la modella, sostenendo che il primo approccio tra i due sarebbe avvenuto proprio su Instagram nel 2023. Secondo questa versione, la loro conoscenza sarebbe proseguita per anni attraverso messaggi e interazioni online, prima di un incontro fisico in hotel. A far discutere, è stato un audio in cui l’attore sembra riferirsi a Martina con parole lusinghiere e affettuose, un file che ha rapidamente fatto il giro del web scatenando polemiche e speculazioni. Dopo giorni di silenzio, era stata proprio Ceretti a prendere posizione con alcune storie pubblicate sul suo profilo – ora scomparso – negando ogni coinvolgimento con Corona: “Ci tenevo a dire la verità – ha scritto già martedì 22 luglio 2025 –. Non ho mai voluto che venisse pubblicato nulla. Quando Corona era a casa di Federico Monzino non ho mai fatto alcuna videochiamata in cui dicevo di far sentire l’audio”. E ancora: “Non ho mai avuto a che fare con queste persone e mi dissocio da tutto ciò. Mi ha descritto come una ragazza che non sono, è molto facile giudicare una persona dalla copertina”.
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“È andata così”. Raoul Bova, la rivelazione di Martina Ceretti dopo lo scandalo
Uno dei nomi emersi con forza in tutta la vicenda è quello di Federico Monzino, considerato il presunto tramite tra Ceretti e l’ex re dei paparazzi. A detta di Corona, sarebbe stato lui a fornire materiale compromettente. Ma anche su questo punto la modella aveva preso le distanze, difendendo pubblicamente l’amico: “È un bravissimo ragazzo, non è un tossicodipendente”, aveva scritto, criticando anche la descrizione della casa di Monzino fatta durante la trasmissione. Ceretti lo aveva inoltre sollevato da ogni responsabilità nella diffusione dell’audio e della chat privata con Bova. Sabato 26 luglio, Monzino stesso è intervenuto con una storia in cui si è detto amareggiato: “Mi dissocio dalle voci che circolano sul web. Ho deciso di prendermi la responsabilità solo per proteggere Martina”.

Ma il nodo centrale resta ancora da sciogliere: c’è davvero stata una relazione tra Martina Ceretti e Raoul Bova? E soprattutto, chi ha diffuso l’audio così personale e controverso? Monzino ha smentito ogni rapporto tra i due, sottolineando con forza: “Martina non è mai andata a letto con Raoul. Raoul non ha mai tradito nessuno e non hanno mai avuto una relazione di due anni”. Tuttavia, al momento né l’attore né la modella hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito. In questo silenzio si inserisce l’indagine aperta dalla Procura di Roma, che sta cercando di fare chiarezza su un possibile tentativo di estorsione nei confronti di Bova. Sotto la lente degli inquirenti, il traffico telefonico e digitale di Ceretti.



Il fine delle indagini è ricostruire con precisione la catena di condivisione dei messaggi audio per arrivare all’identità di chi li ha inoltrati a Fabrizio Corona. Un passaggio determinante, che potrebbe ridisegnare completamente le responsabilità e svelare una verità ancora nascosta. Intanto, l’assenza improvvisa di Martina Ceretti dai social – il terreno stesso su cui tutto sarebbe iniziato – assume un significato simbolico in questa intricata vicenda fatta di gossip, sospetti e possibili reati. In attesa di sviluppi, resta solo il silenzio e un profilo scomparso che, forse, racconta molto più di mille storie.


