
Il nome del suo sito è “Filo rosso“, il dominio gliel’ha regalato il fidanzato Carlo che continua a stare al suo fianco: “E’ stato il primo ad accorgersi che stavo male e mi faceva leggere articoli sull’anoressia sperando che mi rendessi conto, ma io non volevo sentire ragioni, non mi piaceva l’idea di essere malata. Così l’ho lasciato”. E lo ha lasciato più di una volta. Ma lui, che la ama davvero, è sempre tornato. Erroneamente tutti pensano che l’anoressia sia un problema con il cibo, in realtà, come spiega Giulia: “Non si tratta di una preoccupazione estetica, il nostro è un dolore profondo che diventa visibile se dimagrisci molto come nel caso dell’anoressia, oppure rimane invisibile se non c’è variazione di peso”. Tanto è vero che, dopo i ricoveri e i vari tentativi di guarigione, Giulia diventa anche bulimica, cioè mangia fino a sentirsi male e poi vomita, questa è l’altra faccia della medaglia che, però, parte dallo stesso disagio. È solo una diversa manifestazione del dolore… Ora, però, la vita di Giulia è diversa: “Ho ancora un grosso dolore dentro di me. Ma non voglio sapere quanto peso, non ho nemmeno una bilancia”. A Padova, dove continua la sua psicoterapia di sostegno, frequenta una scuola per diventare assistente all’infanzia e operatrice per la tossicodipendenza. E il suo sogno, ormai, è chiaro: “Il mio sogno è aprire un centro a Conegliano dove i bambini e i ragazzi possono trovare un orientamento psicologico e professionale. Un luogo che mi avrebbe aiutato quando sono stata male io, e non c’era. Corsi di pet therapy, musicoterapia, corsi di artigianato. Fare cose con le mani è importante. E poi naturalmente il mio blog: non posso promettere la guarigione a nessuno ma ho capito quanto è importante incontrare qualcuno che sta passando il tuo stesso inferno”.
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