“Sono stato male”. J-Ax lo dice solo ora: “Ho pensato di dover lasciare mio figlio orfano”. Una situazione pesante

Sono parole dure quelle di J-Ax che confessa di avere avuto il Covid-19 e lo fa con un lungo video sui social. Il rapper, questa volta, si scaglia contro il Governo e non le manda di certo a dire. Inizialmente spiega di aver evitato di parlarne prima per rispetto agli italiani che sono positivi e ricoverati. Consapevole del fatto di essere “un privilegiato”, sa che la sua voce avrebbe potuto soffocare quella di italiani realmente in difficoltà. Ora ha appena fatto un tampone molecolare che ha confermato che lui, sua moglie e suo figlio sono negativi.

Il rapper ha pensato che questo fosse il momento giusto per raccontare la sua storia. Fa sapere che questo è stato uno dei periodi più brutti della sua vita, probabilmente il più brutto. Ha vissuto momenti in cui è stato male, ma mai come questo. Racconta di essere stato impossibilitato a letto, con mal di testa, dolore allo stomaco e tutte le ossa che facevano male. Evita di raccontare il resto. La più grande paura che hanno provato lui e sua moglie riguarda il figlio: avevano paura di lasciarlo orfano. (Continua a leggere dopo la foto)


A questo punto il cantante milanese, dopo aver parlato dei momenti bui vissuti a causa del Coronavirus, si scaglia contro il Governo. “La rabbia di sentirsi abbandonati dal tuo Stato soprattutto. […] Nessuno ha trovato il modo di sostituire chi ci amministra”. Uno dei suoi pensieri fissi, in queste settimane, è stato rivolto alle famiglie con più figli che vivono in un bilocale”. (Continua a leggere dopo la foto)

Poi J-Ax si è chiesto come queste persone possano riuscire a uscire da questa situazione. E parlando del suo stesso figlio, rivela: “Ho visto la sua salute mentale deteriorarsi velocemente. E io ho dovuto trattenermi dal non piangere, perché non volevo che vedesse che per la prima volta il papà non poteva aiutarlo”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Secondo il noto rapper italiano nessuno parla dell’“l’effetto psicologico” che questo virus ha sulla persona. Ed è per questo che “sale la rabbia pensando all’incapacità nel gestire un’emergenza pubblica“. Comprende la pandemia iniziale, in quanto nessuno poteva immaginare o prepararsi a qualcosa di simile. Ma ora, effettivamente, è già trascorso un anno. Non si tratta più di un imprevisto, bensì di saper gestire quanto sta accadendo.

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Pubblicato il alle ore 12:16 Ultima modifica il alle ore 12:34 Tag