”Vergogna!”. La polemica travolge Ikea. Clienti dell’azienda specializzata nella vendita di mobili in rivolta ed è bufera: tutti i dettagli 

 

“Le persone non sono componibili, vergogna”, “non acquisterò mai più né li né in nessun altro punto vendita dell’Ikea fino a che non sarà risolta la questione”, “da oggi vi boicotterò e come me molte altre persone, non siete umani”, “non si licenziano madri in difficoltà, non comprerò più nulla da voi”, “anche qui dipendenti e clienti sono solo numeri. Da oggi sicuramente un numero in meno”, “disumani. Leggete un manuale con cui assemblarvi la dignità piuttosto che dei mobili”. Clienti in rivolta contro Ikea, dopo il licenziamento dalla sede di Corsico di Marica, la mamma 39enne di un disabile che ha perso il posto per non aver rispettato i turni. Sono tantissimi infatti – nonostante la nota di chiarimento sui motivi dell’allontamento diffusa ieri dall’azienda – quanti hanno voluto lasciare nelle ultime ore, insieme a un messaggio di solidarietà alla donna, anche un reclamo contro il colosso svedese, colpevole di aver lasciato a casa “una madre sola con dei problemi familiari gravi”. Una protesta a colpi di valutazioni negative che si svolge da ormai 48 ore nelle recensioni alla pagina Facebook della sede milanese di Ikea, dove i clienti del mobilificio più famoso del mondo stanno invitando al boicottaggio dei prodotti in tutta Italia. (Continua a leggere dopo la foto)


“Non si montano i mobili di chi smonta i diritti dei lavoratori, ricordo a #pessimaikea che in Italia abbiamo da 47 anni lo statuto dei lavoratori”, dice fra i tanti Flavio, che utilizza l’hashtag di protesta nato dai 150 colleghi di Marica che hanno scioperato dopo il suo licenziamento. “Chi ci compra è complice”, aggiunge Luca. E con lui Dario, Pamela, Nico, Raffaella e le decine e decine di clienti che al grido di “vergogna” chiedono il reintegro della mamma lavoratrice e un atteggiamento più umano dell’azienda “perché le persone non sono dei mobili”, “perché una madre sola con un bimbo in difficoltà non può essere cacciata”, perché “potete ancora dimostrare di essere meglio di così”. (Continua a leggere dopo la foto)

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La decisione di licenziare Marica Ricutti, “è stata difficile quanto necessaria, nel rispetto dei propri valori e alla luce dei fatti avvenuti”. E’ quanto scrive il gruppo Ikea in una lunga nota in cui precisa le ragioni alla base del licenziamento della donna, “che negli anni ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità”. La vicenda è quella di una dipendente di 39 anni dell’Ikea di Corsico, Marica Ricutti, con due figli, di cui uno disabile, che reso nota la lettera di licenziamento dell’azienda per – ha raccontato – non avere rispettato per due volte i turni. Il gruppo sostiene invece che questo sia accaduto, senza preavviso, “in più occasioni”. E che “di fronte alla contestazione di tali episodi e alla richiesta di spiegazioni da parte dei suoi responsabili su questo comportamento, la signora Ricutti si è lasciata andare a gravi e pubblici episodi di insubordinazione”, spiega una nota di Ikea, a cui oggi hanno chiesto conto una serie di sigle sindacali.

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