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“Ho denunciato”. Paola Barale nerissima con Signorini: non gliela doveva fare

  • Gossip

Nel mondo dello spettacolo, dove la vita privata spesso diventa pubblica, la linea tra diritto di cronaca e violazione della privacy si fa sottilissima. Paola Barale, volto amato della televisione italiana, ne ha fatto esperienza diretta nel 2017, quando fu immortalata in topless sul terrazzo della sua casa di Ibiza. Quelle immagini, pubblicate dal settimanale Chi diretto allora da Alfonso Signorini, provocarono in lei una ferita profonda, al punto da spingerla ad agire per vie legali. Tuttavia, un anno dopo, la sua denuncia si concluse con l’archiviazione del caso: secondo il tribunale di Milano, “il reato non sussiste”.

La delusione fu enorme. In un lungo sfogo affidato ai social, Paola Barale raccontò la sua indignazione, rivelando quanto si fosse sentita umiliata. “È sempre bello condividere una gioia, oggi invece sono qui per parlarvi di qualcosa che mi fa male”, scriveva allora su Instagram. Poi ricordava l’accaduto, sottolineando che si trovava “a casa mia, ad Ibiza, che si trova in un comprensorio privato”, e denunciava come quella sentenza rappresentasse “una delinquenza legittimata”. Una ferita ancora aperta, resa ancora più bruciante dal fatto che a giudicare il suo caso furono due donne. “Sono indignata ed offesa perché non mi sento tutelata come essere umano e come donna”, dichiarava, evidenziando l’ipocrisia di un sistema che a parole invoca rispetto e tutela ma nei fatti, secondo lei, la tradisce.

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Paola Barale e la denuncia contro Signorini

A distanza di anni, Paola Barale è tornata a parlare di quell’episodio in un’intervista nel podcast Non lo Faccio X Moda, condotto da Giulia Salemi. E le sue parole, seppur cariche di amarezza, lasciano trasparire anche una punta di ironia e disillusione. Quando Salemi le ha chiesto se si fosse sentita violata, la conduttrice ha risposto con una battuta tagliente: “Chiedilo al tuo amico Alfonso”. Un riferimento diretto al direttore di Chi, che pubblicò le foto senza censura alcuna, e al quale, pur riconoscendo il ruolo professionale, non ha risparmiato critiche. “Non è che sono arrabbiata con lui, ha fatto il suo mestiere… ma se la legge permette di fare questo…”.

L’amarezza di Paola Barale si concentra soprattutto sulla sensazione di impunità che l’ha circondata: “Io abitavo su una collina, in un comprensorio con tanto di sbarra e dove c’era una circolare che vietava i droni. Io penso che mi abbiano paparazzata con il drone… Non ho visto fotografi, e si vede dalla foto che non mi ero accorta di nulla”. Per la conduttrice, la questione va oltre il semplice gossip: diventa un tema culturale, sociale, perfino etico. “Si parla tanto di rispetto delle donne, di privacy, e poi… Se il messaggio è questo, che tu vieni a casa mia, mi fotografi, mi pubblichi e io perdo la causa, allora perché dobbiamo punire un ragazzino che fa video e li manda in giro?”, si è chiesta retoricamente, paragonando il comportamento di certi media a quello dei bulli digitali.

E oggi, che ne è dei rapporti con Alfonso Signorini? “Sì, ci siamo incontrati anche”, ha raccontato Barale. “Ma sai, Alfonso fa il lavoro suo. Certo, non corrisponde a quello che piace a me”. Parole che sembrano chiudere la vicenda con un velo di rassegnazione, ma senza rinunciare alla consapevolezza di quanto certi episodi possano ferire. Anche quando la legge non li riconosce come tali.


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