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“L’ho sentito l’altro giorno e ho notato una cosa”. Giorgio Armani, la rivelazione di Myrta Merlino

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“Tutti i titoli che gli sono stati dati sono meritati, è stato il re non solo della moda italiana, ma un vero gigante dell’italianità, aveva un’etica e un senso del dovere fuori dal comune, io e Marco siamo sotto choc: ci siamo chiamati l’ultima volta intorno al 20 agosto, l’ho sentito un po’ giù di tono, aveva una voce flebile, fragile, lui che di solito aveva questa voce molto importante, ma non pensavo sarebbe accaduto questo così presto…”. Con queste parole, Myrta Merlino, giornalista e conduttrice televisiva, ha ricordato Giorgio Armani, morto a 91 anni. Tra loro c’erano anni di amicizia, di vicinato estivo a Pantelleria e anche di collaborazione professionale, che hanno lasciato un segno profondo.

La conduttrice ha voluto sottolineare come lo stilista l’abbia accompagnata non solo con i suoi abiti, ma con insegnamenti preziosi. “Mi ha vestita per anni e mi ha insegnato cos’è lo stile. Diceva che non dovevo farmi notare, ma ricordare, e del resto l’estetica di Armani è stata e resterà inconfondibile, riconoscibile, identitaria nella sua semplicità. Metti meno, metti meno, diceva, il vestito non deve mai precedere chi lo indossa”. Un ricordo che rivela l’essenza del suo approccio creativo, improntato a rigore, sobrietà e cura del dettaglio.

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“L’ho sentito l’altro giorno e ho notato una cosa”. Giorgio Armani, la rivelazione di Myrta Merlino

Negli ultimi tempi Armani aveva rinunciato a recarsi sull’isola, come spiegato da Merlino, a causa delle condizioni di salute. “Quest’anno non era venuto sull’isola perché non stava bene, voleva preservarsi per la festa dei cinquant’anni dalla fondazione della maison e la mostra alla Pinacoteca di Brera, il 24 settembre, così ci chiamava spesso per sapere come andavano le cose. Lui era molto legato a questo luogo ed è stato estremamente generoso: ha donato risorse ai vigili del fuoco dopo l’emergenza incendi, ha fatto tanto anche per portare l’acqua nei luoghi dove manca”. La testimonianza della giornalista mostra un uomo che, al di là del genio creativo, aveva un forte senso di appartenenza e responsabilità verso i luoghi che amava.

Il legame con l’Italia e con i suoi simboli traspare anche dall’ultima iniziativa imprenditoriale, che aveva colpito proprio Merlino. Recente era infatti l’acquisto dello storico locale di Forte dei Marmi. “Sì, com’era nel suo stile – dice Merlino -, voleva riportare agli antichi splendori le cose belle dell’Italia, i simboli dell’italianità. Lui era un campione nazionale di stile, della perfezione, uno straordinario perfezionista, molto empatico e generoso”. Parole che tratteggiano un ritratto intimo di un uomo che ha sempre cercato di restituire bellezza e valore al suo Paese.

Non sono mancati i momenti difficili condivisi insieme. A Pantelleria, Armani e la coppia Merlino-Tardelli vissero da vicino il drammatico incendio del 2022. “La nostra fu una delle zone più colpite, scappammo con la sua barca”. In quell’occasione, i loro dammusi confinanti furono minacciati dalle fiamme e la fuga via mare con l’imbarcazione dello stilista fu l’unica via di salvezza.

Il ricordo di quel pericolo rimase indelebile, così come la generosità che Armani mostrò subito dopo. “Da quella volta fece tanto per l’isola, ancora non ci crediamo che se ne è andato”. Parole intrise di dolore e incredulità che restituiscono l’immagine di un uomo capace di lasciare un segno indelebile non solo nel mondo della moda, ma anche nelle vite di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo davvero.


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