fabio mancini genitori assenti

“Abbandonato dai miei genitori”. Vip, bellissimo e di successo ma con un dolore profondo

Bellezza virile e tratti esotici. Nato in Germania nel 1987, ma italianissimo. Ha sfilato per ben undici anni per Giorgio Armani, diventando uno dei modelli più seguiti e ammirati delle passerelle. Un vero e proprio punto di riferimento. È l’identikit di Fabio Mancini che, pensate un po’, fu scoperto per caso dal celebre stilista mentre passeggiava per Milano. Secondo una statistica del sito models.com è considerato dalla stagione 2017/2018 tra i modelli più influenti sui social.

Fabio è stato protagonista di ben nove campagne pubblicitarie consecutive per Armani. Il papà è italiano, originario del comune di Castellaneta, mentre la mamma, che gli ha donato quei tratti esotici, è italo-indiana. Negli ultimi anni, oltre alle passerelle, il supermodello ha frequentato anche la televisione, partecipando ad acuni programmi di successo della Rai. Proprio nelle ultime ore Fabio Mancini è stato intervistato da Novella 2000.

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L’intervista completa di Fabio Mancini potrete trovarla in edicola, ma intanto sono uscite alcune anticipazioni dalla chiacchierata con Armando Sanchez. Tanti gli argomenti affrontati dal modello. A cominciare dalla sua situazione sentimentale. Dopo cinque anni, infatti, è tornato single: “Ho concluso una storia di cinque anni e mezzo e sono single da un paio di mesi. È difficile staccarsi dopo anni, sono legato ancora al passato e piano piano ne sto venendo fuori” spiega.


Fabio Mancini ha ricordato com’è stata la sua prima passerella per Giorgio Armani: “Ero nel backstage, e intorno avevo tutti i miti del fashion internazionale. Non scorderò mai gli occhi del signor Armani. Mi fece una pseudo-carezza, e questo mi diede una grinta pazzesca per salire in passerella”. Recente è il suo passaggio a Dolce & Gabbana: “Da quasi cinque anni. Ho un ottimo rapporto con Domenico e Stefano. Scherzano sul mio lungo rapporto professionale con Armani, ma lo fanno in modo bonario”.

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Sul rapporto coi social: “Vengo da una generazione dove i social non esistevano – dice Fabio Mancini – Quando sono stato a New York la prima volta, sul foglio da compilare prima del colloquio c’era una domanda su quanti follower avessi su Instagram. Non capivo, ero convinto che il mio lavoro si basasse solo sull’aspetto fisico e sul saper indossare i capi, mentre adesso è importante la quantità di like che hai nelle foto”. Infine una nota ‘amara’ sui genitori: “I miei sono vivi, ma non sono presenti nella mia vita. Mia madre è andata via di casa quando avevo poco più di 17 anni, mentre mio padre ha conosciuto una donna e se ne è andato via all’estero”.

Pubblicato il alle ore 13:03 Ultima modifica il alle ore 13:03