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Martina Colombari, sincera come non mai: “È un momento brutto come donna”

  • Gossip

Il successo al botteghino di Buen Camino ha riportato sotto i riflettori anche Martina Colombari, protagonista di un ruolo che l’ha costretta a guardarsi allo specchio in una versione inedita di sé. Nel film campione d’incassi di Checco Zalone, l’ex Miss Italia appare volutamente invecchiata, una trasformazione necessaria alla storia che, però, ha avuto un effetto ben più profondo del semplice trucco cinematografico. A 50 anni, l’attrice ha colto l’occasione per riflettere pubblicamente sul tempo che passa, sulla femminilità che cambia e su una fase della vita spesso raccontata con imbarazzo o silenzio.

È nella lunga intervista concessa a La Stampa che Martina Colombari ha scelto di parlare apertamente di menopausa, affrontando l’argomento con una sincerità che ha colpito molte lettrici. “E’ un momento sgradevole per ogni donna”. Una frase netta, priva di edulcorazioni, che introduce un discorso più ampio sull’invecchiamento e sull’accettazione di un corpo che cambia, lontano dagli stereotipi patinati spesso imposti dal mondo dello spettacolo.

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Martina Colombari, “momento sgradevole”

Nel racconto dell’attrice emerge però anche una prospettiva diversa, quasi evolutiva, di questa fase. “A nessuno piace invecchiare. La menopausa è un momento sgradevole per ogni donna – spiega Martina – L’importante è viverla come un’altra fase della vita. Può rivelarsi una seconda giovinezza. Tenere il corpo in forma non è finalizzato alla bellezza, ma è investire sul proprio futuro”. Parole che spostano il baricentro dalla paura del tempo che passa alla responsabilità verso se stesse, intesa come salute, energia e continuità.

Non a caso, nel suo ragionamento Colombari richiama l’esperienza televisiva a Ballando con le Stelle, dove il pubblico ha potuto apprezzarne non solo l’eleganza, ma anche la resistenza fisica e la determinazione. “Eravamo tutte over 40, tutte in forma, non per essere belle ma per reggere ritmi che richiedono salute ed energia”. Un passaggio che ribalta l’idea di cura del corpo come puro esercizio estetico, restituendole un valore funzionale e, soprattutto, futuro.

La trasformazione richiesta dal film ha avuto anche un impatto emotivo inatteso. Rivedersi ingrigita sullo schermo è stato per Martina un vero e proprio salto in avanti nel tempo, quasi una proiezione della donna che sarà. In quell’immagine, però, non ha visto solo se stessa. Ha riconosciuto qualcosa di profondamente familiare, un legame che va oltre il cinema e il trucco.

“Come scoprire la Martina che sarò a 60-70 anni. Ma soprattutto ho visto mia madre Delfina: mi somiglia moltissimo. L’unica differenza sono i capelli, che lei porta sempre raccolti. E’ stato come vederla al mattino appena sveglia, l’unico momento in cui li tiene sciolti”. È qui che il racconto si fa più intimo e potente: l’invecchiamento non come perdita, ma come continuità, come filo che unisce generazioni e restituisce senso anche al passare degli anni.


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