Vittorio Feltri top secret: “Vi racconto come e perché mi hanno sodomizzato…”


 

Vittorio Feltri scrive della sua prostata prostata e dell’esame a cui si è sottoposto di recente per scongiurare l’insorgere di problemi. E lo fa raccontando la sua esperienza in un articolo su Il Giornale, con la solita crudezza accompagnata a un pizzico di umore e cinismo. Ecco il testo dell’articolo: “Si sa che il cancro più frequente negli uomini oltre la cinquantina è quello della prostata, una ghiandolina – dicono – che l’usura trasforma in fonte di sciagure, dall’impotenza in su. (…) Ccosicché ti decidi a prendere l’appuntamento con l’urologo. A me è capitata un’urologa. Lì per lì – scrive il fondatore di Libero – sono stato tentato di fuggire con un pretesto idiota: mi scusi, ho lasciato l’auto in divieto di sosta. Debole, come scusa. Sono rimasto immobile, rassegnato. La dottoressa, dopo un breve interrogatorio, mi ha fatto stendere sul lettino ingiungendomi di togliermi non solo i pantaloni, ma anche le mutande. Avete capito bene: mutande. E un uomo smutandato è ridicolo per definizione. Fosse finita qui. La gentile signora mi ha spalmato un unguento e mi ha letteralmente sodomizzato, senza neanche un bacio, un fiorellino. Mai provato tanto imbarazzo. Lei, invece, era a suo perfetto agio. Non finiva più di ispezionare. Si è limitata a dire che ce l’avevo un po’ ipertrofica e che, per prudenza, sarebbe stata opportuna una biopsia. Trascorse 48 ore, mi presento all’ospedale. Tutto era già pronto. Solito sbiottamento, e avanti con la seconda terrificante sodomizzazione. Peggiore della prima. Ignoro quanti strumenti il medico donna abbia introdotto disinvoltamente – direi sadicamente – nel mio deretano umiliato e offeso. Ho avuto l’impressione che per arrivare al capolinea abbia usato anche uno scooter. Una settimana più tardi, il responso: negativo. Sollievo accompagnato da un impegno: d’ora in poi eviterò al mio didietro di subire un affronto del genere”.

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