“L’amore più grande”. Silvia Provvedi, la figlia compie un mese e pubblica le nuove foto: come è diventata la piccola Nicole


A pochi giorni dalla nascita della sua piccola Nicole, avvenuta il 18 giugno, Silvia Provvedi è stata costretta a fare i conti con una pessima notizia. Il suo partner e papà della bimba, Giorgio De Stefano, è infatti stato arrestato con un’accusa gravissima: associazione mafiosa. E ciò che è accaduto nelle ore successive è stato davvero difficile per lei: tanti hater si sono scatenati, puntando il dito contro di lei.

Molti si sono chiesti come mai fosse all’oscuro di questa situazione, mentre altri ancora credono che Silvia sapesse qualcosa. Non sono mancati, come purtroppo succede spesso ai personaggi famosi, critiche e insulti davvero pesantissimi. Alcuni utenti l’hanno addirittura accusata di c’entrare qualcosa in questi torbidi fatti. E allora la componente de Le Donatella ha dovuto necessariamente reagire in qualche modo per limitare questa spiacevole situazione. (Continua a leggere dopo la foto)






Per non permettere ai follower di commentare i suoi post, ha preso la drastica decisione di disattivare tutti i commenti. Oggi la figlia di Silvia Provvedi compie un mese e ‘La Donatella’ ha deciso di pubblicare una raccolta di foto su Instagram in cui mostra la sua piccolina. (Continua a leggere dopo la foto)






“Un mese di te… L’amore più grande che tutta la famiglia potesse provare. Auguri amore nostro. Sei unica. Ti amiamo follemente”. In tanti hanno notato che nel post pubblicato su Instagram non è menzionato il padre di Nicole. Molti hanno pensato che possa trattarsi solo di una scelta di non dare modo agli haters di parlare male del suo compagno, mentre altri hanno ipotizzato che a causa dell’arresto ci possa essere aria di crisi. (Continua a leggere dopo la foto)



 

A proposito della vicenda legale di De Stefano, secondo quanto riportato da Repubblica, il compagno imprenditore della cantante sarebbe stato spedito dal clan nel Nord Italia “per far girare i soldi di famiglia e smettere di dare nell’occhio”. “Quando il clan chiamava – scrive Repubblica – Giorgio tornava a vestire i panni del giovane boss, per conto dei De Stefano incaricato a sedare tensioni, imporre accordi, dettare regole”.

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