”Non c’erano solo Lapo e il trans, ecco cosa è successo davvero”. Caso Elkann, adesso parla ‘lui’ e fornisce un’altra versione del fattaccio. Le indiscrezioni su quella notte di bagordi, dunque, non finiscono mai


 

Arresto di Lapo Elkann, col passare delle ore emergono nuove indiscrezioni sul rapimento simulato che il rampollo di casa Agnelli avrebbe inscenato a New York per farsi consegnare dalla sua famiglia 10mila dollari. Una somma di cui non sarebbe stato in possesso e che avrebbe dovuto restituire alla escort transgender che li aveva anticipati per acquistare altra droga dopo 48 ore di festini e bagordi in casa sua, in un quartiere squallido e mal frequentato della Grande Mela. Questa la versione riportata dai giornali americani e rimbalzata in ogni angolo del globo. Ma stando all’ultima voce, le cose non sarebbero andate in questo modo. Nessun sequestro simulato, ma forse un tentativo di estorsione messo a segno da una terza persona di cui poi si sarebbero perse le tracce. O ancora, sempre in via ipotetica, una trappola costruita ad arte per coinvolgere Elkann, già noto per via di certe sue debolezze, in un nuovo scandalo. Adesso spunta la pista di una terza persona: Lapo non sarebbe stato solo con la escort in quella stanza. (Continua a leggere dopo la foto)



E sarebbe stata proprio questo terzo individuo l’autore della telefonata alla famiglia per chiedere i famosi 10mila. A lanciare questa tesi è Max Scarfone, paparazzo amico da anni del nipote di Gianni Agnelli. Così amici che è stato proprio lo stesso Lapo a scrivere l’introduzione al libro di Scarfone ‘Il paparazzo buono’. Ma tornando al caso che da due giorni tiene banco sui media e alla pista della terza persona, a Scarfone la notizia sarebbe stata data da alcuni amici newyorkesi dell’imprenditore e lui, con il fotografo Marcello Sorge, ieri ha deciso di diffonderla nel salotto di Barbara D’Urso, quello della trasmissione Pomeriggio 5: ”Molto probabilmente con lui c’era un amico”, ha detto. Va subito sottolineato che di questo terzo non c’è traccia nelle informazioni raccolte dagli investigatori.

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Lontano dalle telecamere, poi, Scarfone avanza diverse perplessità su quanto accaduto all’amico Lapo: ”Ci eravamo sentiti pochi giorni prima tramite sms per metterci d’accordo per la presentazione del libro – sostiene – Stava bene. Abbiamo fissato la data per il 15 dicembre, gli ho proposto di andare poi a vedere insieme la partita domenica. Ha detto che avrebbe pensato lui a tutto. Quando è uscita la notizia dello scandalo, ero incredulo”. Così come erano incredule le sue guardie del corpo: ”Le ho chiamate appena ho saputo – prosegue Scarfone – Quella sera non erano con lui proprio perché stava meglio e sia lui che la famiglia sentivano ormai di essere usciti dal tunnel. Questa storia sembra averlo riportato ai tempi dello scandalo di Patrizia. Per chi gli era vicino, era impossibile immaginare una cosa del genere ora”.

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