“Ancora non ci credo”. Lutto per Francesca Barra, è lei stessa a dare la notizia


Francesca Barra, giornalista e moglie dell’attore Claudio Santamaria, sta vivendo il dolore della perdita della nonna. Il decesso della donna è avvenuto a Bologna. La nonna della giornalista muore all’età di 98 anni ed è Francesca stessa a commemorare la perdita. Emma, la nonna della Barra, è sempre stata un pilastro familiare, in particolare il punto fermo nella vita della Barra. Il lungo messaggio commemorativo scritto da Francesca Barra sottolinea quanto, nelle loro differenti visione della vita, sia stato sempre significativo ritrovarsi e sostenersi.

Una lunga e significativa fotogallery con protagonista nonna Emma e un messaggio emozionante: così Francesca Barra dà il suo addio come nipote di nonna Emma. Muore a 98 anni, quella donna così tanto importante nella vita della giornalista, la stessa che non sempre ha condiviso le scelte della nipote, eppure ha sempre sostenuto con animo forte percorsi che, forse, lei non avrebbe mai intrapreso o voluto per la nipote che tanto amava. “Addio mia adorata, addio io pensavo fosse eterna, così come dovrebbero essere i nonni e non ero preparata a perderla. Ha vissuto la sua vita con un rigore e una lucidità fuori dal comune. Era coraggiosa, con un senso del pudore che Strideva in questo sfrontato mondo”. Con questo incipit, Barra dedica parole significati al rapporto intessuto con nonna Emma, donna dolce e, al contempo, estremamente forte. (Continua dopo le foto e il post).












 

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Addio mia adorata, addio. Io pensavo fosse eterna, così come dovrebbero essere i nonni e non ero preparata a perderla. Ha vissuto la sua vita con un rigore e una lucidità fuori dal comune. Era coraggiosa, con un senso del pudore che Strideva in questo sfrontato mondo. È stata una grande nonna, anche quando brontolava e con gli occhi blu intensi come il cielo dopo un temporale ti faceva segno di disapprovazione. Non ha mai condiviso le mie idee politiche, ma come tutta la mia famiglia mi amava senza riserve e tendeva a legarci tutti con un filo di seta, non a dividerci con le sue idee. Non ha mai avuto bisogno di urlare.Di mettere il broncio, di “litigare”. Mia nonna mi ha insegnato a lavorare a maglia, a cucinare, preparare i tortellini e sigillarli chirurgicamente. Ciò che più amavo di lei erano la sua frittata di pasta, i suoi racconti, i suoi monologhi sull’onore. I suoi ricordi, le sue straordinarie e fiere rughe, starle accanto, Sanremo e le telenovelas, la crescente bolognese, i tortellini. Ciò che amavo di mia nonna era la sua tavola apparecchiata fin dal mattino perché “non si sa mai” chi poteva arrivare. E a 97 anni abitava da sola. Mia nonna ha comprato tutti i miei libri spingendosi anche con la neve, a piedi, percorrendo i portici della sua amata Bologna, fino alla libreria più fornita. E diceva con orgoglio che era il libro di sua nipote e mi sistemava accanto alla Santa Natuzza all’ingresso con i numeri di Gente di 20 anni fa con ancora Albano e Romina sposi, in copertina. Mi aveva detto di essere pronta, di non avere paura, di non avere rimpianti. Poi ha pensato un po’ a cosa le fosse mancato nella vita e mi ha detto: “volevo vedere la Croazia”. Non so perchè. Ma voglio immaginarla lì, con il vento fra i capelli, i piedi nudi e il suo abito blu con i pois. Ciao mia adorata . Continua a vegliare su di me. Tu che avevi capito tutto di me e prima di tutti e più di tutti, cosa fosse la ricerca della felicità . L’ultima cosa che mi ha detto, chiamandomi cocca, qualche giorno fa, oltre a preoccuparti che Claudio mangiasse i tortellini e riposasse, è stata: “si vede che ora sei felice”.Che il mondo ti somigli nonna. Che le mamme siano come te

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“È stata una grande nonna, anche quando brontolava e con gli occhi blu intensi come il cielo dopo un temporale ti faceva segno di disapprovazione. Non ha mai condiviso le mie idee politiche, ma come tutta la mia famiglia mi amava senza riserve e tendeva a legarci tutti con un filo di seta, non a dividerci con le sue idee. Non ha mai avuto bisogno di urlare. Di mettere il broncio, di “litigare”. Visioni differenti, che non per questo hanno mai modificato il loro rapporto di scambio. Un dialogo sincero, fondato sul bene reciproco e scelte che nonna Emma non ha mai del tutto condiviso, ma che hanno visto sempre saldo il suo sostegno e la sua vicinanza alla nipote. Francesca ha saputo ricambiare dignitosamente quel grande amore dell’adorata nonna? La giornalista ricorda cosa desiderava nonna Emma. (Continua dopo la foto).



“Ha pensato un po’ a cosa le fosse mancato nella vita e mi ha detto: “volevo vedere la Croazia” non so perché. Ma voglio immaginarla lì, con il vento fra i capelli, i piedi nudi e il suo abito blu con i pois”. La nonna adorata, ecco cosa rappresentava da sempre Emma nella vita della Barra. Una donna con le idee chiare e dallo sguardo sempre vigile sulla vita di chi amava: “Ciao mia adorata . Continua a vegliare su di me. Tu che avevi capito tutto di me e prima di tutti e più di tutti, cosa fosse la ricerca della felicità . L’ultima cosa che mi ha detto, chiamandomi cocca, qualche giorno fa, oltre a preoccuparti che Claudio mangiasse i tortellini e riposasse, è stata: “si vede che ora sei felice”. Che il mondo ti somigli nonna. Che le mamme siano come te”. (Continua dopo le foto).

Di recente Francesca Barra ha affrontato un serio problema di salute, che l’ha vista ricoverata d’urgenza alla Ca’ Granda di Milano. È stata la giornalista stessa a dare la notizia di un miglioramento e ha scelto Instagram per dirlo ai suoi numerosi fan. Barra ha pubblicato una foto in cui appariva distesa in un letto di ospedale. Il volto non era visibile, a differenza di quella flebo al braccio.  e flebo al braccio. Ha tranquillizzato tutti, non specificando i motivi del ricovero. Si ricordi, inoltre, che Francesca Barra ha superato anche un aborto, che lei stessa ha voluto raccontare. Ha sposato l’attore Claudio Santamaria nel 2017 e da sempre sogna di avere una famiglia e di poter rappresentare nella vita dei suoi figli, e nipoti, quel che nonna Emma ha rappresentato per lei fino all’ultimo respiro di vita.

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