“Ecco l’unico modo di salvare Corona…”. La confessione inaspettata arriva da una persona che lo conosce bene. E questa volta non si tratta di uno qualsiasi ma di qualcuno che ha preso a cuore il suo caso. E che lo difende così…


 

Intervistato dal settimanale Vero, Don Antonio Mazzi – fondatore della Comunità Exodus per il recupero di ragazzi tossicodipendenti e impegnato da anni nello sviluppo di percorsi riabilitativi alternativi al carcere – torna a parlare di Fabrizo Corona che è stato ospite della sua comunità nel giugno 2015 quando fu scarcerato e affidato in prova ai servizi sociali. Adesso è arrivata la decisione del tribunale di revocare a Corona l’affidamento ai servizi sociali a causa di una presunta intestazione fittizia di beni. Secondo Don Mazzi, l’unica ancora di salvezza per Corona sarebbe smettere di parlare del suo caso giudiziario, aggiungendo che l’ex agente fotografico avrebbe dovuto continuare il percorso riabilitativo nella sua comunità: “C’è speranza per Corona se smettiamo di parlarne. Più lo facciamo e più aumenta la sua idolatria verso se stesso. I casi come il suo si risolvono con seri percorsi di riabilitazione. Io avevo chiesto di tenerlo in comunità per poter smontare piano piano l’idolo che aveva fatto di se stesso ma ci voleva del tempo. Avvocati e magistrati hanno fatto sì che lui tornasse sul territorio, con l’affidamento ai servizi sociali. Avrebbe dovuto continuare quel percorso riabilitativo con noi”.

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Successivamente, Don Mazzi ha parlato del comportamento tenuto da Corona all’interno della comunità: “È rimasto con noi quattro mesi. Si comportava normalmente, meglio di tanti altri. Seguiva le regole senza difficoltà. Io e don Antonio Loi pensavamo di averlo convinto a fare un serio lavoro di rieducazione. Poi è riuscito a tornare sul territorio e ora vediamo come è finita. Per persone come lui, abbiamo bisogno di progettare percorsi alternativi al carcere.

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L’amarezza di Don Mazzi è evidente nelle seguenti dichiarazioni con le quali il presbitero ribadisce che l’oblio mediatico sarebbe l’unica speranza di guarigione per Corona: “Non so se lo andrò a trovare, del Corona di oggi non voglio parlare. Se mi sento in colpa? Tutti sbagliamo, quando succedono queste cose ognuno si batte il petto, ma come in tutti i casi c’è chi sbaglia di meno e chi sbaglia di più. Adesso, insieme, cerchiamo di riflettere e di tornare al silenzio. Per lui, servirebbe l’oblio mediatico. Io ho preso a cuore il caso di Corona ma altri hanno deciso diversamente”. A chi l’ha accusato di essersi occupato soltanto di casi che hanno avuto un forte impatto mediatico, come Erika De Nardo e il delitto di Novi Ligure ad esempio, infine, Don Mazzi ha affermato di essere abituato a ricevere critiche: “Me ne hanno dette di tutti i colori quando ho tirato fuori terroristi o gente come Erika. Io non ho mai voluto una lira”.

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