“Ecco perché porto sempre il cappello”. Albano Carrisi, ci sono voluti anni per spiegare il motivo


Nel settembre 2018, uno dei cappelli di Al Bano Carrisi è stato venduto per il valore di euro 200. Il cappello era un panama bianco, indossato e personalizzato con il nome di Al Bano, il quale lo ha autografato rendendolo assolutamente unico. Infatti, al centro delle attività promosse dalla History Life Onlus si trovano la tutela, la promozione e la valorizzazione della cultura e dell’arte in tutte le sue forme ed espressioni e Carrisi non può non aver sostenuto la causa.

Il cappello è senza dubbio l’elemento che da sempre contraddistingue la figura del cantante pugliese. A distanza di qualche giorno dalla morte della mamma, Al Bano ha deciso tornare sul piccolo schermo. Infatti, la scorsa domenica è stato ospite nel programma di Simona Ventura. L’incontro in studio con Carrisi, ha permesso di ripercorrere la storia del cantante, a partire dalla sua adolescenza, ovvero da quando partì da Cellino San Marco per dirigersi verso Milano e realizzare il proprio sogno. Le difficoltà non sono certamente mancate e Carrisi le ha sapute raccontare a un pubblico commosso. Cameriere e aiuto cuoco, questo fu il suo esordio nel capoluogo lombardo. Continua dopo la foto.








Si deve a Vincenzo Crispino la perspicacia di chiedere, finalmente, il motivo del famoso cappello: quale significato custodisce? Ormai il cappello è diventato una caratteristica del suo look. Ironizzando sul fatto che sta andando incontro alla vecchiaia e che quindi è soggetto a perdere molti capelli, Carrisi ha messo da parte l’ironia per raccontare il motivo reale. Ecco tornare la propria famiglia e le immagini della sua infanzia. Pare che il padre fosse solito indossare questo accessorio e che questo è diventato ormai un marchio di fabbrica della famiglia Carrisi. Continua dopo la foto.






“Facevo il cameriere mi chiamavano terùn, ma non ho mai perso tempo con chi pensava di offendermi. Ho attraversato tanti oceani, non mi fermo alla battuta cretina. Ho un solo rimorso, quando ho portato su a Milano i miei. Papà soffriva, in ascensore non lo salutavano. Oggi mi fa male vedere i tg: noi abbiamo accolto gli albanesi, non cambia niente”. Ironico, ma anche profondamente commosso, Al Bano non ha potuto che rivolgere il ricordo, ancora una volta, ai suoi genitori, pilastri fondamentali della sua educazione che, non solo hanno permesso al cantante di cercare fortuna altrove, ma che si sono sempre posti come sorgenti di entusiasmi e sogni che in alcun modo andavano traditi, ma realizzati. Continua dopo la foto.



Sacrifici e il desiderio di farcela: tutto questo è rappresentato dal cappello di marchio Carrisi. Una famiglia che ha sempre investito tutto sulla capacità di rimanere uniti e forti. L’intervista è stata ben pensata, proprio per distogliere l’attenzione di Al Bano dal pensiero del lutto per la perdita di mamma Jolanda. Seppur per breve tempo, Carrisi, tra una lacrima di commozione e le sue solite battute autoironiche, ha regalato, ancora una volta, dei validi spunti di riflessione nonché un momento televisivo segnato da una grande umanità. Nel cappello, Carrisi custodisce e protegge tutti i suoi più cari ricordi.

“Spento e smarrito”. Il dolore di Al Bano: il cantante tira fuori tutto ciò che ha dentro

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