“Pensava solo alla fi*a. Non voglio fare la sua fine “. Rivelazione choc di Rocco Siffredi. Proprio lui, il porno divo più famoso di sempre si svela in una veste insolita. Non ci crederete, ma quello che ha detto è stupefacente. Con chi ce l’ha


 

Un’infanzia difficile, segnata da brutti esempi familiari. La gioventù di Rocco Siffredi non è stata semplice. L’ex porno attore si è raccontato a Vanity Fair a margine della sua presenza alla Mostra del Cinema di Venezia per presentare un documentario sulla sua figura, tra vita privata e professionale. Siamo abituati a vederlo in ben altre vesti, l’immagine del divo è sempre patinata, ma quello che esce fuori dalle sue parole, mostra un uomo molto diverso. Le sue scelte di vita sono state influenzate da un padre assente che non rispettava la madre.

Per queste ragioni Siffredi ha scelto di essere diverso e anche se la sua vita professionale non è stata quella di un “santarello”, lui nel suo provato ha scelto di essere un uomo diverso.
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Il padre, ha raccontato Rocco Siffredi, aveva poco rispetto di sua madre dal punto di vista coniugale, non era mai fedele e di questo, a dispetto della sua professione, ne ha sempre sofferto: “Mio padre era un uomo buono, gentile, ma inesistente. Non aveva nessuna ambizione a parte la figa. Faceva il cantoniere e il suo capo lo rimproverava spesso perché s’infilava in ogni casa con la scusa del bicchiere d’acqua, del caffè, sperando di trovare una donna sola.
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La madre del porno divo ha sofferto per questo fino al suo ultimo giorno, quando sul punto di entrare in coma vide suo padre flirtare con la signora del letto vicino: “Mia madre era gelosa e ne ha sofferto fino all’ultimo. È morta di cirrosi per un’epatite mai diagnosticata. Stava per entrare in coma, e lui flirtava con la signora del letto vicino. Mi disse ‘Caccialo fuori, non ce la faccio più’. È l’ultima immagine che ho di loro insieme. Nel 1993, mio padre venne a Cannes per gli Hot d’Or, gli Oscar del porno. Arriva che stiamo girando un film, io sono dietro la macchina da presa, entra,vede questa donna nuda con tre uomini, non mi saluta neppure, si butta nel mezzo, ‘piacere Gennaro’, poi viene da me e mi dice, in dialetto: ‘Certo che dal vivo è proprio un’altra cosa’”.
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Infine Siffredi racconta di come il padre abbia vissuto il resto dei suoi giorni con la solita fissazione per le donne. Una disperazione percepita anche dalle vedove dei suoi amici, con cui il padre provava a flirtare: “Di sesso a casa nostra non si era mai parlato ma, a un certo punto, cominciò a raccontarmi le sue avventure con una disinvoltura che metteva me in soggezione. Mi considerava un esperto. Mi spiegava delle anziane con cui ci aveva provato ai giardinetti, di quella che si era portato in stanza. Tutto, nei dettagli. ‘Ma perché me lo racconti? Sono pur sempre tuo figlio’. È morto cinque anni fa e, ancora oggi, mi auguro di non fare la stessa fine. Mia mamma se n’era andata da un giorno e lui era già alla ricerca di una donna. Andava a trovare le vedove dei suoi amici che ancora stavano piangendo il defunto. Percepivano la sua disperazione e lo respingevano. È vissuto da solo gli ultimi vent’anni. È morto solo”.

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