“Violenze di ogni tipo”. Ambra Lombardo, la confessione atroce della gieffina


Dietro il successo, dietro la fama, a volte si possono celare storie difficili. Come quella di Ambra Lombardo, la bella professoressa di latino e greco che abbiamo conosciuto nel corso di Grande Fratello 16. Perché nonostante il presente per lei sia tutto rose e fiori, il passato non si dimentica. E a volte torna a galla, per fare male. La Lombardo ha infatti raccontato di quando, mentre era ancora in Sicilia, aveva subito violenze fisiche e psicologiche da parte del suo compagno.

Offese, percosse, maniere rudi. Che oggi sono solo un ricordo, ma che restano negli occhi nell’animo di chi le vive. Adesso Ambra è riuscita a trovare la forza per raccontarlo. E soprattutto per superarlo, grazie all’amore, nuovo di zecca, con l’hair stylist Kikò Nalli. Una storia sbocciata proprio nella casa del Grande Fratello e che la sta aiutando a superare i fatti di quando aveva 26 anni. Oggi ne ha 34 e la sua vita sta andando a gonfie vele. Ma certe cose è meglio raccontarle, per sensibilizzare chi ci sta passando adesso. Continua a leggere dopo la foto



Era ancora un’insegnante, e nel tempo libero modella, Ambra Lombardo si frequentava con un uomo dal carattere particolare: passionale sì, ma anche molto geloso. Lei era però innamoratissima, tanto da pensare di fare il grande passo: sposarsi, dire per sempre, fare famiglia. “Lui era geloso dei ragazzi che avevo conosciuto in passato, prima di lui – racconta la professoressa al settimanale Di Più – Mi recriminava storie di quando nemmeno ci conoscevamo: trascorsi inventati perché io non lo avevo mai tradito. E si arrabbiava…Un giorno mi strinse le mani al collo fino quasi a soffocarmi. Non mi prendeva a schiaffi, preferiva strattonarmi” Continua a leggere dopo la foto.


“Ricordo di aver nascosto per giorni un livido sul collo che si allungava fino al petto. Poi mi riempiva di insulti molto pesanti. Cose forti. Gesti forti e violenti”. Ma nonostante questo, Ambra Lombardo non riusciva ad allontanarlo: “Non riuscivo a staccarmi. Quando lo lasciavo, lui mi perseguitava e mi raggiungeva sotto casa dei miei genitori perché desiderava farsi perdonare. E io ci ricascavo”. Ambra continuava a soffrire in silenzio, da sola, senza che i genitori sapessero nulla. Continua a leggere dopo la foto


“Io mentivo a me stessa, mi colpevolizzavo. Io ero innamorata di una parte buona che vedevo in lui che, in realtà, non c’era. Sono stata solo un’illusa”. Da questo dolore Ambra è pronta a risorgere. E ad aiutare chi è come lei: “Il consiglio che posso dare è di non fare come me, bisogna denunciare subito: un uomo violento è un uomo che non sta bene”.

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