Loredana Lipperini a Caffeina Festival 2017 con “L’arrivo di Saturno”. Queste le sue parole in una esclusiva intervista al termine della presentazione


 

Intervista a Loredana Lipperini, ospite di Caffeina Festival 2017 per presentare il suo ultimo libro “L’arrivo di Saturno”, pubblicato da Bompiani. Al termine della sua presentazione, affiancata sul palco dallo scrittore Giorgio Nisini, l’autrice si è fermata per concederci questa intervista. Qual è il senso metaforico de ‘L’arrivo di Saturno’? “Non so se ci sia un senso metaforico, c’è sicuramente un senso narrativo, che è quello di raccontare in chiave letteraria una storia avvenuta realmente, l’idea di intrecciarla con un’altra di pura invenzione, e il proposito – relativo al genere letterario perseguito ? di mischiare le carte: tentare di costruire un ibrido”. Secondo lei, c’è disparità di trattamento tra scrittori e scrittrici nella narrativa italiana contemporanea? “Il valore letterario delle scrittrici viene riconosciuto con minore facilità rispetto a quello dei colleghi uomini. Si tratta di un problema che non viene neppure ammesso, quindi esiste”. Qual è il motivo principale per cui ha accettato l’invito di venire a Caffeina? “Perché è un bel festival”. (Continua a leggere dopo la foto)



Il nuovo romanzo racconta una doppia vicenda, e ibrida realtà e fantasia. Una delle due storie principali è quella di Graziella De Palo, giovane giornalista, innamorata della giustizia, che scompare per sempre a Beirut il 2 settembre 1980, assieme a un collega. I due giornalisti si erano imbattuti in una complessa vicenda, legata al traffico d’armi, che si intreccia con il terrorismo italiano di quegli anni violenti e misteriosi. Una vicenda, reale, quella di Graziella De Palo, che tocca molto da vicino Lipperini: la voce narrante del romanzo “doppio”, Dora, è stata molto amica di Graziella durante l’adolescenza. C’è poi un’altra storia, inventata: quella di un pittore olandese, Han van Meegeren, che accetta di dipingere un Giudizio Universale in Italia, nelle Marche, e precisamente in un santuario in provincia di Macerata, a Col de’ Venti, terra colpita recentemente dal terremoto, a cui l’autrice è molto legata. (Continua a leggere dopo le foto)



 

“Non è un memoir, l’ennesimo, sugli anni Settanta, o lo è soltanto in parte. È un romanzo sull’amicizia fra due ragazze, e su cosa accade alle ex ragazze che si sentivano immortali quando invecchiano. O se muoiono quando sono ancora ragazze. Ed è un romanzo sulla finzione, dove illusionisti e spie completamente immaginari si mescolano con vere spie e oscuri, quanto reali, autori di illusioni. Non c’è grande differenza fra l’agente del controspionaggio inglese che va a trovare il vecchio Van Meegeren in carcere e il vero agente dei servizi che scopre la verità sugli anni Ottanta e viene trovato impiccato a un portasciugamano”. Un romanzo tutto da leggere.

Testo e intervista di Marta Paris.

 

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