“Giù le mani dal liceo classico”, il libro di Miska Ruggeri a Caffeina Festival 2017. A margine dell’evento l’autore ci ha concesso questa intervista. Le sue parole


 

Intervista a Miska Ruggeri, ospite di Caffeina Festival 2017 per presentare il suo ultimo libro “Giù le mani dal liceo classico”. Al termine dell’evento, l’autore ci ha rilasciato questa intervista. Considerato l’attuale orientamento del sistema scolastico italiano, quali potrebbero essere i rischi futuri? “Uno dei problemi del nostro periodo storico è la velocità. Tutto si consuma velocemente, in 140 caratteri, e alcune cose, come appunto lo studio del latino e del greco ? che richiedono tempo, impegno, dedizione ?, risultano controcorrente. È una battaglia di retroguardia, dal momento che il mondo va in una direzione, ma è come un treno che accelera e accelera e alla fine va a sbattere contro un muro, dobbiamo stare attenti, rallentare quando ce n’è bisogno. Se volessimo usare la metafora della bicicletta, potremmo dire che se bisogna raggiungere rapidamente il traguardo,  andare forte è utile, ma se poi non si hanno i freni… Il liceo ‘ti attrezza’ a frenare quando devi”. Un lato positivo dei social? “Innanzitutto sono alla portata di tutti, in generale internet lo è. Fino a vent’anni fa, se nascevi in un paese sperduto della Sicilia o delle Dolomiti, i tuoi orizzonti erano ristrettissimi, adesso invece è molto più facile avere una visione aperta del mondo”. (Continua a leggere dopo la foto)







“Come tutte le cose, dipende dall’uso che se ne fa, e la tendenza generale è senza dubbio quella di un abuso di questi mezzi. Se ad esempio ci dimentichiamo il cellulare ci sentiamo persi”. Cosa ne pensa dell’alternanza scuola-lavoro? “Se io frequento l’istituto alberghiero e voglio fare il cuoco, è chiaro che prima o poi dovrò sperimentare cosa significa lavorare in cucina (ad esempio in questo periodo con il successo di programmi come Masterchef, si è indotti a pensare che il cuoco sia un mestiere “fighetto”, quando invece è molto impegnativo)”. (Continua a leggere dopo la foto)





 

“Ma al liceo classico non ha alcun senso, tra l’altro vengono tolte moltissime ore allo studio. Comunque dovrebbe essere soprattutto compito dell’università mettere gli studenti a contatto con le aziende ecc.”. Qual è il motivo principale per cui ha accettato l’invito di venire a Caffeina? “C’ero già stato nel 2014 e mi era sembrato bellissimo. Quest’anno ho chiesto io a Filippo Rossi, di cui sono amico, di poter tornare”.

Intervista e testo di Marta Paris.

 

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