Caffeina 2017: gli studenti dell’Alternanza Scuola Lavoro raccontano il festival – 30 giugno


Caffeina Festival 2017 è cultura, musica, libri, teatro e dibattiti ; il tutto in una connessione profonda e costante con Viterbo, la sua società e le sue istituzioni: compresa la scuola. Durante i dieci giorni del Festival complessivamente cinquanta fra ragazzi e ragazze provenienti dai licei Mariano Buratti di Viterbo e “Dalla Chiesa” di Montefiascone svolgono attività di Alternanza Scuola Lavoro, seguendo ogni giorno la programmazione. Ecco cosa hanno visto gli studenti durante l’ottava giornata del Festival.

Alessandro Marzo Magno – “Missione grande bellezza”

“Missione grande bellezza” è l’ultimo romanzo pubblicato dal veneziano Alessandro Marzo Magno. Di quale missione andremo a trattare? Si tratta dell’impresa compiuta da importanti personaggi storici e artistici che hanno riportato in Italia le varie opere che ci erano state sottratte da personaggi quali Hitler e Napoleone. Citiamo lo scultore Canova, il quale fu mandato a Parigi dal papa per recuperare le opere sottratte allo Stato Pontificio.

Il nostro autore afferma di trovare concentrazione nella Biblioteca di Milano dove conduce le sue ricerche al fine di raggiungere una grande soddisfazione personale tramite la scrittura. Tramite i suoi scritti impareremo ad amare la nostra nazione e a valorizzare ciò che spesso rischiamo di dimenticare. Un esempio? Elena Lucrezia Cornaro, prima donna laureata al mondo. Era italiana, una donna italiana. E se volete saperne di più, non vi resta altro se non dedicarvi alla lettura di questo autore!

 

Laura Leonardi

Elisabetta Fiorito – Carciofi alla giudia

Scrittrice per passione e giornalista di Radio24, Elisabetta Fiorito ha risposto ad alcune domande durante una serata di Caffeina in cui ha presentato il suo nuovo libro “ Carciofi alla giudia”. Dice di essersi appassionata alla scrittura sin da ragazzina e che  questa è rimasta una passione costante per tutta la sua vita. Preferisce scrivere nel letto della sua casa durante quelle ore che sono, secondo lei, le più importanti della giornata, cioè fra le nove e le undici del mattino. (Continua dopo la foto)







Il suo libro ha degli spiccati tratti autobiografici in quanto anche lei, così come la protagonista Rosamaria, si innamora di un ebreo osservante; anche il titolo del romanzo “ Carciofi alla giudia” si connette alle origini della scrittrice, che è romana  così come il piatto,  uno dei suoi preferiti.  All’ interno del suo libro dice :“ troppa religione fa male, qualunque essa sia”, la scrittrice afferma infatti l’importanza della religione nella vita, poiché senza di essa tutti sarebbero troppo presi dal materialismo, condanna però gli eccessi,  poiché crede che troppa religione vada a condizionare la vita di tutti e si trasformi poi in estremismo. A chi, come lei, si mostra appassionato al mondo della scrittura, consiglia semplicemente di scrivere ma, prima di questo, di leggere molto o almeno di trovarne il tempo, nonostante la nostra società sia oggi continuamente connessa agli  smartphone. 

Il romanzo mostra, con semplicità ed ironia, quanto sia difficile per due culture molto diverse fra loro riuscire a convivere , ma alla fine, con uno sforzo da entrambe le parti, l’integrazione si realizza per davvero e proprio per questo il libro merita di essere letto.

 

Chiara Giannini  

Lorenzo Bini Smaghi – La tentazione di andarsene

“Può il popolo italiano dare la colpa a un’Europa, secondo lui dominata dalle nazioni economicamente forti come la Germania,del proprio declino e della propria crisi?” Questa è la domanda che si pone Lorenzo Bini Smaghi,economista e scrittore interessato alle tematiche correnti.Nel suo libro “La tentazione di andarsene (fuori dall’Europa c’è un futuro per l’Italia?)”cerca di spiegare, utilizzando parole semplici,una situazione fin troppo complessa per la popolazione italiana. (Continua dopo la foto)






Secondo quanto spiegano le pagine del libro,la vera azione riformatrice non può e non deve partire dagl’altri stati europei,ma deve essere alla base di una nuova Italia.Sempre deciso l’autore,lo svilupparsi di un euroscetticismo sarebbe una scelta ancora più sconfitta te nei confronti di un’economia già precaria come quella italiana.Secondo Lorenzo,le riforme che deve attuare lo stato italiano devono essere mosse dagli stessi criteri che spingono uno scrittore a scrivere, cioè quelli di UMILTÀ e IMPEGNO.

 

Spalla Giovanni

Alberto Garlini – Fratello unico

Il 30 Giugno alle 21:00 lo scrittore Alberto Garlini ha presentato il libro “Fratello unico” nella Sala del Consiglio del Palazzo Comunale di Viterbo. Alla presenza di una numerosa platea, gli eventi di Caffeina, arrivata all’undicesima edizione, continuano a svolgersi tranquillamente.

Alberto Garlini (Parma, 1969) è uno scrittore e poeta italiano. E’ cresciuto leggendo gialli e da bambino leggeva libri di Nero Wolfe, Ellery Queen e Agatha Christie. Ha scoperto che un libro su tre che leggeva era un giallo. In generale gli è sempre piaciuta la sfida con lo scrittore: capire con quale dettaglio l’investigatore avrebbe incastrato l’assassino. Vive a Pordenone, dove da anni è curatore del festival letterario “Pordenonelegge” e tra i suoi libri più importanti spiccano “Futbol bailado” (2004), “Tutto il mondo ha voglia di ballare” (2007) e “La legge dell’odio” (2012). Inoltre ha pubblicato insieme a Caterina Bonvicini “L’arte di raccontare”.

“Il fratello unico” è l’ottavo libro di Alberto Garlini. Il libro tratta dell’indagine di Saul Lovisoni, ex poliziotto con un talento infallibile, ex studente laureato ad Harvard, ex ragazzo della buona società e scrittore di successo. E’ un uomo che ha deciso di ritirarsi dalla vita pubblica e dalla carriera di investigatore finché il destino non busserà di nuovo alla sua porta. L’assistente di Saul per le sue indagini è Margherita, una ragazza ventiseienne cosparsa di piercing e tatuaggi, che mostrerà le sue capacità individuando un testo di Jane Austen, letto come test di prova dallo stesso Saul. A stringere il rapporto fra i due sarà la richiesta di aiuto da parte di Cosima Allandi di Porporano che desidera ritrovare il fratello scomparso Bernardo e i due protagonisti Saul e Margherita metteranno alla prova il loro intuito e talento per cercarlo. Il fratello unico è il personaggio Bernardo, che dà il titolo a questo romanzo giallo, prendendo spunto da una canzone di Rino Gaetano.

 

 

Dopo la presentazione del libro lo scrittore ci ha concesso una preziosissima intervista, dalla quale traspare una forte passione per l’attività investigativa.

Intervistatore: “Quando si è appassionato alla scrittura?”

Garlini: “Da bambino fingevo di leggere perché pensavo che fosse bello far finta di leggere e che mi rendesse migliore. Dopo ho cominciato a leggere davvero all’età di quindici anni perché lo sentivo come un dovere, ma in realtà ho scoperto questa mia passione. Leggevo cose abbastanza stravaganti, però quello che mi piaceva leggere davvero era Hemingway”.

Intervistatore: ”Dove e quando preferisce scrivere?”

Garlini: “La mattina dalle 8:00 alle 13:00 perché ho la mente fresca all’inizio della giornata”.

Intervistatore: “Dove ha tratto l’ispirazione per il titolo del libro?”

Garlini: “Mi è venuto così. Molte persone mi hanno detto che veniva da una canzone di Rino Gaetano che dice “mio fratello è figlio unico”, ma in realtà non ci avevo pensato”.

Intervistatore: “Come ha avuto l’idea di scrivere un giallo?”

Garlini: “Da quando sono bambino mi piacciono i gialli perché papà aveva una dispensa piena di libri gialli e quindi quando giocavo a calcio e li colpivo cadevano e leggevo qualche pagina. Mi piaceva tantissimo l’idea del mistero, anche se il giallo era un genere insolito per la mia età”.

Intervistatore ”Perché ha deciso di ambientare questo giallo a Parma?”

Garlini: “Perché io sono nato a Parma e questi gialli li leggevo a Parma, la mia città, a cui sono molto legato e che conosco molto bene. La cosa interessante è anche il fatto della distanza, cioè scrivevo di un fatto che era distante da me. Ecco perché il giallo contemporaneo è secondo me troppo vicino alla realtà che racconta, quindi ha meno margini creativi. Io in realtà ho ambientato la storia a San Secondo, che esiste a Parma, ma l’ho completamente inventato perché mi piaceva avere questa libertà creativa”.

Intervistatore: “Ha qualche consiglio da dare agli aspiranti scrittori?”

Garlini: “Una delle cose da fare è leggere molto, avendo una mente libera e non essendo legato a schemi narrativi. Bisogna trovare la propria voce autentica, cioè lo spazio in cui vuoi stare all’interno di un discorso letterario, ed è una cosa che nessuno ti può dire. Infatti credo che sia una sensazione primaria in noi ed è fondamentale.

 

Chiara Gregori

Carolina Dellonte – Il mio cuore a gravità zero

Una grande avventura di romanticismo e tenacia. Questo è il racconto che la pilota Carolina Dellonte fa della propria vita ne ” Il mio cuore a gravità zero”. Con questo libro ricorda il percorso che l’ha portata ad essere una delle prime donne a pilotare un aereo, sfidando difficoltà, imprevisti e pregiudizi. 

“Non c’è stato un momento preciso nel quale ho capito che avrei voluto intraprendere questa carriera: volare è stata sempre la mia passione”.  Un desiderio tanto forte da aprire una breccia nel muro di pregiudizi che un ambiente tradizionalmente maschile le ha opposto. Dopo una vita passata tra le nuvole, Carolina Dellonte ha deciso di “rimettere i piedi a terra” accanto ai suoi affetti e istruire i giovani piloti nel mondo del volo. Il consiglio che si sente di dare ai più giovani è quello di inseguire i propri sogni a testa alta.

Nevila Gidaja

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