Giada Sundas è stata ospite di Caffeina Festival 2017 per parlare del suo libro “Le mamme ribelli non hanno paura”. Al termine della presentazione ci ha rilasciato questa intervista. Le sue parole…


 

Giada Sundas è stata ospite di Caffeina Festival 2017 per parlare del suo ultimo libro “Le mamme ribelli non hanno paura” edito da Garzanti. Al termine della presentazione si è fermata per concederci questa chiacchierata. Ho letto una bellissima intervista che ha rilasciato, in cui ha detto di camminare sempre un passo avanti a sua figlia per scansare sassi e uccidere i draghi. Quanto è giusto camminare sempre un passo avanti ai figli e quanto è giusto lasciare che siano da soli ad affrontare i “draghi” della vita? “Ci sono i giusti tempi per entrambe le cose. So che ci sono cose a cui non avrei mai dovuto sovrappormi, ma l’istinto materno è intervenuto in questo caso e ha fatto in modo che sbagliassi al posto suo. Questi sbagli non sono miei o suoi, sono i nostri perché continuiamo – giorno per giorno – a conoscerci e a costruire insieme un percorso. Quindi io cammino davanti per spianare la strada di un percorso che in realtà non conosco neanche io. Per tornare alla domanda, camminare davanti ai propri figli è giusto ma anche no. È che non sempre l’istinto materno ti consente di fare cose razionali, di fare sempre bene o di fare sempre male, agisce dentro di te che rispondi tempestivamente agli stimoli e ti lanci a proteggere tuo figlio”. (Continua a leggere dopo la foto) 








Hai detto che questo libro è un regalo per tua figlia, soprattutto. Qual è, oltre a questo, il regalo migliore che si possa fare ad un figlio, materiale o non materiale? “Il suo papà. Io sono cresciuta senza padre, per cause di forza maggiore, lui era molto assente. Quindi scegliere un uomo che sia un vero uomo e si prenda le sue responsabilità credo sia il regalo più grande che io abbia fatto soprattutto a mia figlia”. In quale altra cosa della tua vita sei ribelle oltre che nell’essere mamma? “Sono ribelle nel non saper cucinare, anche se faccio uso di ricettari ma alla fine faccio sempre come mi pare. Inizio a seguire le dosi di farina o sola da mettere e quando arrivo ad un ingrediente che sembra inutile, deciso che sia inutile anche per la ricetta… e puntualmente faccio un casino”. (Continua a leggere dopo le foto)






 

“Con tutti i programmi di cucina che fanno, con tutti che ostentano le loro eccellenti doti culinarie, io ho deciso di distinguermi e di continuare a cucinare da schifo”. Un buon motivo per venire a Caffeina? “Credo che Viterbo sia la città più bella che abbia visto, non ci ero mai stata fino ad ora. Solo che mi hanno fatto camminare per strade che andavano su e giù e io sono della Pianura padana, perciò spero che mi rimborsino le calorie che ho consumato (scherza)”.

Testo e intervista di Miryam Procacci.

 

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