Tasse, inquilini morosi, case sempre più vecchie… il mattone non conviene più


Molti proprietari di seconde case se ne sono già accorti e chi sta pensando di entrare nella loro cerchia con un investimento farebbe bene a farsi i conti: il mattone non è più un rifugio sicuro come un tempo. Acquistare una casa e metterci dentro un inquilino è diventato molto meno conveniente, perchè mentre in questi anni di crisi gli affitti scendevano sono salite Imu e Tasi. E così succede che in una città come Lecco chi affitta con la cedolare secca a canone libero vede svanire tra tasse e spese il 47% dell’incasso, se invece sceglie la tassazione ordinaria e ha un’aliquota medio alta deve dire addio addirittura al 66% dei soldi versatigli dall’inquilino. Un esempio limite, citato oggi dal Sole 24 Ore, che però ha stilato una classifica dei capoluoghi italiani e ha tirato fuori delle medie che non si allontano poi tanto da quel record. (continua dopo la foto)








Riforma del catasto, stangata in arrivo per le case più “povere”
Tasse e spese, a seconda che il proprietario scelga cedolare secca o tassazione ordinaria, si mangiano infatti rispettivamente il 42% e il 60% del canone di affitto e alla fine il ritorno sul capitale investitoè rispettivamente del 2,61% e del 1,78%. Sono percentuali che comunque, nel panorama attuale, potrebbero fare gola. Meglio però tenere presenti, prima di acquistare una seconda casa, anche altri fattori. Innanzitutto c’è il calo dei prezzi: comprare oggi a buon mercato non mette al riparo dal fatto che domani l’immobile potrebbe valere anche meno. Poi, con la crisi economica, sono lievitati i casi di morosità: ogni mese di affitto non pagato, magari da un inquilino che intanto ha perso il lavoro, fa diventare meno conveniente l’investimento. Infine, ci sono da mettere in conto le spese per lavori straordinari. Come ricorda sul Sole il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, “il patrimonio edilizio italiano invecchia rapidamente, in larga parte è stato costruito negli anni 60 e 70 e oggi richiede interventi costosi”.

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