“Miele senza api”. Dalla Cina il prodotto che mette in ginocchio gli agricoltori italiani


Una ondata di “Miele senza api” prodotto in Cina sta per invadere il nostro Paese e tutta l’Europa a prezzi super concorrenziali che di fatto tagliano fuori tutto il mercato interno del nostro Paese. A lanciare l’allarme è la Confederazione italiana agricoltori secondo la quale questa Concorrenza sleale del “falso” miele sta danneggiando pesantemente un settore già flagellato da un calo di produzione causato dal climate change.

Secondo l’associazione degli agricoltori, il miele cinese sarebbe composto da una parte naturale e da una preparata in laboratorio, miscelate insieme per nascondere la contraffazione. (Continua a leggere dopo la foto)






In particolare il falso miele, secondo la Cai, verrebbe creato con l’aggiunta di sciroppo di zucchero e soprattutto con “metodologie di produzione non conformi alle norme europee, in cui l’uomo, fuori dall’alveare, si sostituisce alle api nella realizzazione del laborioso processo di maturazione del miele”. (Continua a leggere dopo la foto)






La produzione cinese, secondo l’associazione di categoria,  “accelera i processi di deumidificazione e maturazione che le api effettuano con tempi molto più dilatati, ma rendono il prodotto finale privo delle caratteristiche di genuinità del miele”. (Continua a leggere dopo la foto)



 


Il miele cinese, venduto a 1,24 euro al chilo contro un costo medio di produzione in Italia di 3,99 euro al chilo, sarebbe difficile da rilevare con i controlli effettuati alle frontiere, creando così una concorrenza sleale. Per questo la Cai chiede nuove metodologie di analisi e maggiori controlli ai confini Ue ma soprattutto l’introduzione dell’etichettatura sulle miscele di miele e la dichiarazione di conformità con la definizione europea di miele.

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