Coronavirus: soldi e altro. Gli aiuti del governo alle famiglie italiane


C’è da dirlo, il governo non è stato di certo con le mani in mano questi giorni e se da una parte sta cercando i tutti i modi di sostenere l’emergenza medica, dall’altra sta disperatamente tentando di tamponare la devastante situazione finanziaria del paese. In questi giorni di emergenza Coronavirus in Italia, il governo ha messo sul campo diverse misure economiche di sostegno a famiglie e imprese. In particolare, come ha spiegato la ministra Nunzia Catalfo, il governo ha pensato a strumenti come il congedo parentale straordinario.

E secondo quanto prevede la bozza del decreto che dovrebbe essere approvato nella giornata di domani in Consiglio dei ministri, è previsto un congedo di 12 giorni massimo per uno dei due genitori (anche alternati) di figli minori di 12 anni dipendenti, con due ipotesi. Prima ipotesi: 30 percento di retribuzione per tutti, seconda ipotesi 80 percento di retribuzione per chi prende meno di due volte e mezzo il trattamento minimo e 30 per chi prende oltre le due volte e mezzo. Per quanto riguarda gli autonomi, in entrambe le ipotesi, il 30 percento della retribuzione giornaliera stabilita convenzionalmente per il proprio settore. (Continua a leggere dopo la foto)







Previsto in alternativa un bonus baby sitter da 600 euro. Chi ha figli di età compresa tra i 12 e i 16 anni può decidere di assentarsi da lavoro senza prendere indennità se l’altro genitore deve lavorare. Fino a 15 giorni di retribuzione piena – Il ministero della famiglia propone un’altra ipotesi di aiuto alle famiglie: congedo di 10 giorni a retribuzione piena, che aumentano di altri 5 se i due genitori li suddividono in parti uguali, bonus baby sitter da 600 euro per chi ha figli minori di 14 anni e 500 euro per i caregiver. (Continua a leggere dopo la foto)






Non solo, si parla anche di ammortizzatori sociali nella bozza del dl coronavirus ter. I datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19, “possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale ‘emergenza Covid-19’, per un periodo massimo di nove settimane”. (Continua a leggere dopo la foto)



 


L’articolato in esame prevede la possibilità di fruire di trattamenti di integrazione salariale ordinaria nonché di assegno ordinario, a seguito della sospensione dell’attività lavorativa conseguente l’emergenza sanitaria, da parte di lavoratori dipendenti già tutelati da forme di sostegno al reddito (Cigo e Fondi di Solidarietà).

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