Un’Italia più unita, al via il ‘Ponte sullo Stretto Energetico’: un’opera di Terna


 

È un vero e proprio “Ponte sullo Stretto Energetico” il nuovo elettrodotto Sorgente-Rizziconi, il cavo a corrente alternata sottomarino più lungo del mondo, realizzato da Terna tra Calabria e Sicilia e considerato una delle infrastrutture più importanti del Paese. Tanto che al taglio del nastro di oggi di Favazzina, frazione di Scilla, ha voluto essere presente anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi (Foto).

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Costato oltre 700 milioni di euro consentirà all’Italia non solo di ‘tagliare’ 700mila tonnellate di Co2 l’anno, grazie al maggiore utilizzo delle fonti rinnovabili, ma anche di risparmiare 600 milioni di euro l’anno nei consumi energetici.

Come? Agendo sugli impianti e sul collegamento con la Calabria, ormai obsoleti e causa del picco negativo della Sicilia che finisce per pesare sul prezzo dell’elettricità, stabilito dalla Borsa elettrica in base a una media nazionale.

Con la nuova linea (fino a 1.100 MW di capacità di trasporto dell’energia elettrica) ci saranno meno vincoli per gli operatori del mercato elettrico, più energia rinnovabile a disposizione e niente più rischi blackout. Ma soprattutto, l’elettrodotto ”Sorgente-Rizziconi” è una tappa molto importante del progetto di Terna per la “Unità Energetica Nazionale” all’insegna delle rinnovabili.

Fino ad oggi Calabria e Sicilia erano collegate da un solo cavo elettrico di 9km in funzione dal 1992, quando furono dismessi i cavi aerei che collegavano i due piloni dello Stretto inaugurati nel 1956 e che, piccola curiosità, i calabresi non hanno mai voluto eliminare considerandoli parte integrante del paesaggio, una sorta di ‘tour eiffel’ della Calabria con valore di archeologia industriale.

Complessivamente l’opera è composta da una linea di 105 km che parte da località “Sorgente” di San Filippo del Mela (Messina), prosegue su linea aerea per 21 km 21 chilometri di linea aerea fino a Villafranca Tirrena, qui procede sottoterra per 2 km fino a Fiumara Gallo, dove iniziano i 38 km sottomarini per riemergere a Favazzina. Da qui, altri 3 km interrati fino alla stazione elettrica di Scilla, e da lì altri 40km in linea aerea.

Con l’entrata in esercizio In tutto verranno dismessi 114 km di vecchie linee aeree tra Sicilia e Calabria, liberando circa 230 ettari di territorio.

Caffeina news by AdnKronos

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