L’impatto dei “noise traders” sui mercati finanziari


Prima di comprendere quale sia l’impatto che i cosiddetti noise traders potrebbero avere sui mercati finanziari e come le loro azioni influenzano le piattaforme di trading, cerchiamo di capire chi sono questi nuovi commercianti. Noise trader è generalmente un termine utilizzato per descrivere gli investitori che prendono decisioni in merito all’acquisto e alla vendita di trade, senza consultare o utilizzare consulenti professionali o analisi fondamentali. Il trading dei cosiddetti noise traders, tende ad essere impulsivo e basato su esuberanza irrazionale, paura e avidità. In genere questi investitori seguono le tendenze di mercato e reagiscono in modo esagerato a notizie buone e cattive.

I noise trader contribuiscono in modo sostanziale con i loro scambi nei giorni di negoziazione ad alto volume. Questa categoria di trader comprende investitori alle prime armi e talvolta anche analisti tecnici. Generalmente i noise trader possono gonfiare in modo eccessivo il prezzo dei titoli durante un periodo rialzista, mentre possono sgonfiarli oltre il necessario durante i periodi ribassisti. Per gli investitori tradizionali, questi effetti sono noti come i “rischi del noise trader”.








Gli analisti tecnici possono essere considerati noise trader poiché le loro strategie di trading non sono generalmente estranee ai fondamentali aziendali. Questi operatori, possono rappresentare una parte sostanziale del volume degli scambi del mercato. Gli analisti tecnici e gli operatori a tempo pieno, operano in base ad indicatori e schemi di azione dei prezzi derivanti da grafici di serie giornalieri. Dal momento che il loro contributo sul mercato azionario è così elevato, i loro ordini possono influenzare in modo sostanziale il prezzo di un titolo, aumentando il rischio dell’investimento (dati Consob). In certi casi, i loro scambi possono seguire l’opinione di investitori professionisti, tuttavia, sono molti di più i casi in cui non lo fanno.

Per combattere gli effetti irrazionali che gli scambi dei noise trader hanno sui prezzi, gli investitori possono scegliere di seguire regolarmente il movimento dell’indice del volume positivo (PVI) e l’indice del volume negativo (NVI). Questi indici vennero sviluppati per la prima volta nel 1930, ma divennero popolari solo nel 1970.

Indice del volume positivo:

Se il volume attuale è maggiore del volume del giorno precedente, PVI = PVI precedente + {[(Prezzo di chiusura di oggi – Prezzo di chiusura di ieri) / Prezzo di chiusura di ieri)] x PVI precedente}. Se il volume attuale è inferiore al volume del giorno precedente, il PVI resta invariato.

Indice del volume negativo:

Se il volume attuale è inferiore al volume del giorno precedente, NVI = Precedente NVI + {[(Prezzo di chiusura di oggi – Prezzo di chiusura di ieri) / Prezzo di chiusura di ieri)] x NVI precedente}. Se il volume attuale è superiore al volume del giorno precedente, NVI resta invariato.

Molti investitori, ritengono che l’indice del volume negativo sia il miglior indicatore dell’andamento dei prezzi, in quanto generalmente tende a fare affidamento sugli effetti dei prezzi influenzati da investitori professionali e istituzionali. Al contrario, l’indice del volume positivo può essere un indicatore utile per comprendere se i prezzi siano pesantemente influenzati dai noise trader, poiché essi rappresentano un fattore molto importante, durante i periodi di trading ad alto volume.

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