Reddito di cittadinanza: “Ecco a chi andrà l’assegno di 780 euro”


Reddito di cittadinanza, brutte notizie. Stando a quanto rivelato in un’intervista al Corriere della Sera da Pasquale Tridico, docente di Economia del lavoro e consigliere del vicepremier Luigi Di Maio, l’assegno da 780 euro non andrà a tutti, ma solo a chi è in affitto, non è proprietario di casa, e ha un Isee pari a zero. “La misura sarà uniforme su tutto il territorio – ha detto Tridico al Corriere – Ma vorrei chiarire una questione: la misura piena, cioè 780 euro al mese, è per un individuo che paga un affitto e ha Isee zero. Se è già proprietario di casa, l’importo si riduce. C’è in sostanza un ‘housing support’ sul modello che c’è in altri Paesi d’Europa. E quindi non è vero come dicono alcuni che il nostro reddito di cittadinanza sarebbe più generoso”.

Quindi l’esempio della Francia, dove il “’Revenu minimum d’insertion’ è di circa 512 euro, a cui si aggiunge un ‘housing support’ e un sostegno alla mobilità, cosicché la misura complessiva può superare i mille euro”. E quello della Germania, “dove al ‘sozialhilfe’ di circa 404 eur0 si può aggiungere una indennità per l’alloggio e di sostegno ai trasporti, per circa mille euro complessivi”. (Continua dopo la foto)




“Da noi, invece, si sta ragionando su una misura fino a 500 euro più 280 per l’affitto. In questa ipotesi, chi vive nella casa di proprietà prenderebbe al massimo intorno a 500 euro”, ha proseguito aggiungendo che “il reddito di cittadinanza sarà spalmato in modo abbastanza omogeneo sul territorio: il 46.5% dei possibili beneficiari si trova al Centro-Nord. E si stima che il 20% di tutti i potenziali beneficiari ha la casa di proprietà, e la quota maggiore è concentrata nel Sud”. (Continua dopo la foto)



Sui tempi, il docente e consigliere del vicepremier Luigi Di Maio ha assicurato che “molto presto uscirà il testo finale, per partire da aprile con l’erogazione”. Per ricevere l’assegno, ha detto sempre Tridico al Corriere “sarà necessaria la domanda, anche se a regime, con l’Isee precompilato, per i possibili beneficiari ci sarà un meccanismo quasi automatico di conoscenza del diritto al beneficio e della possibilità di fare domanda”. (Continua dopo la foto)


 


Il requisito è l’Isee della famiglia, che “non deve superare 9.360 euro. Ma si terrà conto della numerosità del nucleo”. “Non sarà un mero sussidio – ha spiegato ancora – “condizionato ad un Patto di servizio per il reinserimento nel mercato del lavoro, la ricerca attiva e documentata di lavoro, la frequenza a corsi di formazione e la disponibilità a lavori utili alla comunità. In questo contesto gli abusi sono difficili, se non impossibili”. E “si possono controllare tutti. Stiamo parlando di 5 milioni di potenziali beneficiari. Non sono numeri impossibili”, ha concluso.

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