“State attenti, non condividete!”. WhatsApp, occhio alla nuova bufala. Se anche voi avete ricevuto questo curioso messaggio, niente paura, non siete i soli. 4 consigli utilissimi per non cadere (di nuovo) nel “tranello”


 

In questi giorni non si è parlato d’altro: Facebook, WhatsApp, ma anche a voce. “Sui social network e attraverso testi inviati da cellulare messaggi che annunciano un addebito da 35 euro sulla bolletta della luce di aprile, finalizzato a coprire i debiti degli utenti morosi, quelli cioè che non hanno pagato la propria bolletta elettrica – denuncia il Codacons – Un messaggio pericolosissimo perché invita anche a non pagare la bolletta in attesa di una non meglio specificata sentenza del Tar, e a decurtare questi 35 euro dal bollettino postale. Si tratta di una bufala a tutti gli effetti, che solo in parte si fonda su un aspetto reale”. La deliberazione dell’Autorità per l’energia, spiegano i consumatori, si prefigge infatti l’obiettivo di spalmare sugli utenti finali le morosità, ma solo relativamente agli oneri di sistema non pagati dagli operatori ai distributori dell’energia. Un principio per il Codacons palesemente ingiusto perché, al di là degli importi e dell’entità dei ricarichi in bolletta, spalma sui consumatori onesti parte dei debiti accumulati sulle bollette elettriche. (Continua dopo la foto)






Proprio in tal senso il Codacons sta preparando un ricorso al Tar della Lombardia, dove si impugnerà la delibera dell’Autorità per l’energia chiedendone l’annullamento nella parte in cui addebita all’intera collettività gli oneri di sistema non pagati. Anche Altroconsumo, citato nei messaggi come fonte, prende le distanze: “Continua a generare il panico tra i consumatori. Parliamo della notizia che mette in allerta i clienti in regola con le bollette dell’energia: presto dovranno farsi carico anche delle fatture non pagate dagli altri utenti morosi. Per alimentare la polemica, su WhatsApp sta circolando un messaggio che cita Altroconsumo per dare stime e consigli sbagliati: si tratta di una bufala”. (Continua dopo le foto)








 


Quindi il consiglio sempre lo stesso: diffidate sempre e comunque, prendetevi tutto il tempo di confermare la notizia (basterà cercare su Google, tanto per dirne una) e cercate di non diffondere (e condividere) una notizia della quale non siete certi al 100% (innescando così un circolo vizioso praticamente infermabile). Non basta pensare, come spesso si sente, “me lo ha mandato una persona fidata”, tutti sbagliano, anche quelli più in gamba. Ultima, ma non ultima, considerazione: in campagna elettorale può succedere davvero di tutto. Esistono persone, professionisti, uffici, che fanno proprio questo di lavoro: cercare di deviare l’opinione pubblica in un determinato interesse, creatori di bufale professionali, in pratica. Non cadete nella rete.

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