Il Pil dell’Italia cresce di 15 miliardi. Grazie a droga e prostituzione…


L’economia italiana può contare 15 miliardi in più. Un incremento, però, tutto nero. Droga, prostituzione, contrabbando e attività illegali di altro tipo valgono difatti un punto di prodotto interno lordo. La cifra precisa la fornisce l’Istat parlando, appunto di circa 15 miliardi. Dato0 che viene fuori  dalla nuova misurazione del prodotto interno lordo elaborata all’Istat sull’anno 2011. Ecco i dettagli più precisi: 10,5 miliardi vengono dal commercio di droga, dalla prostituzione ne arrivano 3,5 mentre 300 milioni di euro dal “vecchio” contrabbando di sigarette a cui si aggiunge l’indotto di beni e servizi legali. Non tutti gli economisti sono d’accordo, sebbene anche altri paesi considerano le attività illecite nel calcolo della ricchezza nazionale. Questo perché, dicono i contrari, l’economia criminale viene combattuta ogni giorno dallo Stato. L’obiettivo è quello di azzerarla, non di farla emergere, perché il nostro comune sentire ha decretato che quelle attività sono dannose e distruggono capitale umano, sociale ed economico. Inoltre, questo implica che anche le attività lecite che dipendono dall’economia “criminale” sono a rischio. Quanto maggiore la quota di Pil criminale, tanto più fragile è l’economia “lecita” del paese. Resta quindi, solo la consapevolezza che una parte importante dell’economia italiana è sommersa, perché completamente illegale o perché sfugge al fisco. Proprio ieri da uno studio è emerso che l’Italia ha la sesta economia in nero dell’area Ocse dopo Turchia, Estonia, Messico, Grecia e Polonia. Secondo l’Organizzazione di Parigi, il peso del sommerso in Italia è pari a circa il 27% del Pil. Molto di più di quanto stimato dall’Istat.