Mamme lavoratrici, ecco come ottenere contributi economici mensili dall’Inps


Le giovani mamme che non usufruiscono del congedo parentale possono chiedere all’Inps un contributo mensile per far fronte alle spese per scuola e baby sitter. Grazie alla legge 92/2012 la richiesta può essere fatta alla fine del concedo di maternità, in alternativa congedo parentale. Il contributo viene è pensato per fare fronte alle spese di asilo e baby sitting per sei mesi.

Posso accedere al contributo
–    le lavoratrici dipendenti di amministrazioni pubbliche o di privati datori di lavoro;
–    le lavoratrici iscritte alla gestione separata di cui all’art.2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, (comprese le libere professioniste, che non risultino iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e non siano pensionate, pertanto tenute al versamento della contribuzione in misura piena) che si trovino al momento di presentazione della domanda ancora negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità, e non abbiano fruito ancora di tutto il periodo di congedo parentale.

Il beneficio può essere richiesto anche per più figli, presentando una domanda per ogni bimbo.

Il beneficio consiste nelle seguenti forme di contributo, alternative tra loro:
–    contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati;
–    voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting.

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