Un hamburger del McDonald’s dopo 5 anni non ammuffisce. Perché? Ecco la spiegazione


Miti, leggende, psicosi e complotti forse accompagneranno per sempre la più grande catena mondiale di fast food. Recentemente si sta parlando di un panino “magico” conservato in Islanda: dopo 5 anni dalla sua preparazione non è ammuffito. Di qui le idee più strane veicolate dalla domanda: cosa c’è dentro? Prima di tutto la storia di quel panino che fu acquistato in Islanda alla fine di ottobre 2009. L’ultimo venduto lì perché quell’anno, a causa della devastante crisi economico-finanziaria che mise in ginocchio, McDonald’s decise di abbandonare il paese scandinavo. Passati più di 5 anni quel panino è ancora in ottime condizioni, non si vedono segni di muffe. Tant’è che è esposto al pubblico. Ma il perché lo ha spiegato Il fatto alimentare, che tra le varie ricerche ricorda quella del sito americano Serious Eats che ha affidato a Kenji Lopez-Alt, curatore della sezione “A Hamburger Today” il compito di verificare la questione in modo rigorosamente scientifico. Il blogger ha iniziato a lavorare e alla fine ha dimostrato con un esperimento che il panino di McDonald’s invecchia ma non ammuffisce, come succede a qualsiasi altro panino preparato in casa nello stesso modo e con gli stessi ingredienti. (continua dopo la foto)

 







La prima ragione sta nel fatto che la carne dopo la cottura risulta praticamente “sterile”, essendo sottoposta ad alte temperature. Poi c’è da considerare è che l’hamburger impiegato nell’esperimento (del tutto simile a quello conservato in Islanda) non contiene ketchup, maionese, cetriolini, lattuga, cipolle o altre salse. Questo è fondamentale perché l’umidità del panino si riduce drasticamente e anche la possibilità di crescita delle muffe si riduce al minimo. Il fatto alimentare spiega che nell’esperimento condotto da Kenji Lopez-Alt sono stati osservati per 25 giorni 9 panini: uno acquistato da McDonald’s e lasciato per tutto il tempo su un piatto, un altro tenuto nella confezione originale, un terzo preparato in casa con dimensioni e gli stessi ingredienti molto simili a quelli del Mc, il quarto è stato preparato con carne di McDonald’s ma pane acquistato al supermercato e viceversa. Nel test c’erano altri campioni di panini senza sale e altri di grandi dimensioni sia fatti in casa sia comprati. Ed ecco cosa è successo.

Dopo 25 giorni tutti i panini di piccole dimensioni, sia quelli comprati sia quelli preparati in casa, non sono ammuffiti. Le muffe e i primi segni di invecchiamento si sono riscontrati nei panini più grossi acquistati da McDonald’s e in quelli simili preparati in casa. Ma in tutto ciò non c’è nulla di miracoloso, perché quando le dimensioni dei panini aumentano, l’umidità è maggiore e in queste condizioni le muffe si sviluppano con facilità. Se invece il panino contiene un hamburger senza condimenti il cibo risulta molto secco e le muffe non si formano. A conferma della sua teoria, Lopez-Alt ha misurato il tenore di umidità, scoprendo che negli hamburger piccoli il 93% dell’umidità evapora in tre giorni, perché lo spessore del pane e la superficie ampia permettono all’acqua di lasciarlo rapidamente. In queste condizioni il cibo risulta disidratato e quindi non si formano muffe, non crescono batteri e l’hamburger si conserva per anni come è successo in Islanda. Diverso è l’andamento per i panini ricchi di salse perché occorre una settimana per perdere la stessa quantità di umidità e nel frattempo le muffe si formano.

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