I 10 peggiori comportamenti degli italiani quando sono all’estero


In vacanza o per lavoro, gli italani si confermano esseri mobili, complici anche i voli low cost che ci hanno fatto diventare buoni viaggiatori al pari di altri popoli europei. Però, stando a luoghi comuni e commenti degli stranieri, saremmo un po’ meno in grado di “ambientarci”. Sterotipi, almeno in parte, diciamola tutta. Qualcosa, tuttavia, sembra riportare alla mente qualcosa di già vissuto in prima persona o scene di connazionali che abbiamo incontrato in una capitale europea o su una spiaggia di un altro paese. Questa è, secondo Oltreuomo magazine, la top ten dei peggiori comportamenti degli italiani all’estero. I condizionali metteteceli voi.

Urlare
Al primo posto si piazza, in maniera piuttosto prevedibile, la nostra abitudine di urlare. Quasi tutti gli intervistati ci accusano di questa cattiva abitudine. Urlare per le strade, per chiamare gli amici, per il gusto di farsi notare. Un tratto di cafonaggine che sembra scritto nel nostro dna.

Educazione
I bambini italiani sembrano essere i più maleducati del mondo. Non solo si sono guadagnati il secondo posto nella nostra classifica, ma la mancanza di educazione dei piccoli italioti sembra essere confermata da numerose ricerche. Le lamentele degli stranieri riguardano la totale mancanza di rispetto delle regole basilari dei bambini della penisola. “Saltano, urlano, si arrampicano sulle statue e le opere d’arte, scalciano in treno…”. Insomma, a quanto pare un vero disastro.

Parlare a voce alta
Si guadagna il podio la nostra abitudine di parlare a voce alta al ristorante, in metro, al telefono… È sopratutto la spiaggia il luogo che gli stranieri ritengono sia da riservare al silenzi, gli italiani però invece sembrano non rispettare la pace degli altri e scatenarsi in interminabili conversazioni calcistiche e scandalistiche fregandosene della tranquillità ricercata dagli altri turisti.

Applaudire il pilota all’atterraggio
Un’usanza tipicamente italiana che rivela le nostre radici legate alla superstizione e a un’interpretazione pagana della religione cattolica. Solo gli italiani infatti applaudono all’atterraggio di un volo, cosa del tutto incomprensibile per uno straniero, che la legge come un atto di ridicola cafonaggine. Discutibile.

Provarci sena ritegno
L’italiano è famoso per essere un grande amatore, per avere il sangue caldo. Spesso però l’atteggiamento dell’italiano all’estero trascende le consuete tecniche di corteggiamento per puntare dritto verso la molestia. Questo dà molto fastidio agli stranieri, sopratutto se le vittime sono fidanzate o mogli.

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Non lasciare la mancia
Lasciare la mancia non è una tipica abitudine italiana, ma gli stranieri sono molto infastiditi dal fatto che non si informino sull’importanza delle mance per i camerieri dei paesi stranieri, in quanto rappresentano la loro principale fonte di guadagno. Non è obbligatorio farlo, ma è un gesto di cortesia che se non si compie getta cattiva luce su un popolo.

Il “branco”
Al settimo posto troviamo l’atteggiamento del branco, ovvero il vizio degli italiani di andare a spesso a gruppi di sei o sette persone e comportarsi come una curva di calcio in miniatura. Cori, immondizia, acrobazie, insulti e tutto ciò che ne consegue.

Non rispettare la fila
Un classico dell’italiano, non solo in Italia a quanto sembra. La cosa che più infastidisce gli stranieri è che molti italiani per evitare di fare la coda fingano ingenuamente di non capire dove finisca e si piazzano in mezzo con non chalanche credendo di essere i più furbi.

Non rispettare le precedenze
Un altro atteggiamento che ci contraddistinguerebbe è la cattiva abitudine di non aspettare che scendano i passeggeri da metropolitane e treni prima di salire. Sembra che gli italiani invece si lancino in massa verso la porta come se dentro le carrozze ci fosse il segreto della felicità.

Fumare
Al decimo posto troviamo gli italiani che fumano dove è vietato farlo. Probabilmente molti non sono in grado di interpretare la scritta No Smoking a causa della lingua, ma ci sembra una giustificazione un po’ tirata. Secondo gli stranieri intervistati sono sempre gli italiani a ignorare questo divieto, cosa per loro incomprensibile oltre che molto maleducata.

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