Mascherine usate, perché bisogna tagliare le cordicelle prima di gettarle nella spazzatura


Le mascherine sono diventate uno dei simboli più visibili della quotidianità durante la pandemia da coronavirus. Una recente ricerca condotta dagli scienziati di quattro università texane e californiane, e pubblicata dal National Academy of Sciences, ha concluso che indossare le mascherine nei luoghi pubblici è il più efficace metodo per bloccare il contagio tra persone, e che “questa pratica senza costi, assieme al distanziamento fisico, all’isolamento e al tracciamento dei contatti, rappresenta l’opportunità migliore per fermare la pandemia da COVID-19, in attesa del vaccino”.

Le mascherine offrono una forma di protezione anche contro la diffusione del virus attraverso le gocce più piccole che emettiamo tossendo o parlando. Secondo lo studio scientifico, sia l’OMS sia i CDC – l’organo che si occupa di salute pubblica negli Stati Uniti – inizialmente hanno trascurato l’importanza di questo tipo di contagi e solo dopo un mese dall’inizio della pandemia in Italia hanno detto che le mascherine erano un elemento fondamentale per evitare il contagio da coronavirus. (Continua a leggere dopo la foto)






Le mascherine possono produrre un’ampia riduzione del rischio di infezione e ci sono stati studi che hanno attribuito a queste protezioni decine di migliaia di vite salvate in tutto il mondo. Aumentato il consenso sulla loro utilità è aumentato anche il consumo. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Science and Technology, dall’inizio della pandemia vengono gettati via 194 miliardi di dispositivi di protezione individuale al mese: 129 miliardi di mascherine e 65 miliardi di guanti. (Continua a leggere dopo la foto)






La maggior parte delle mascherine e dei guanti monouso sono prodotti con materie plastiche e, una volta utilizzati, vanno ad aggiungersi ai già molti rifiuti in plastica che produciamo ogni giorno. Questi dispositivi impiegano fino a 450 anni per decomporsi completamente, dunque vanno a peggiorare il livello di inquinamento ambientale già elevato. Prima di gettare le mascherine, inoltre, si dovrebbero tagliare le cordicelle. Come scrive Leggo, “il rischio, analogo a quello di tanti oggetti di plastica, è che non tutto venga smaltito e si disperda nell’ambiente”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

E ancora: “Le cordicelle delle mascherine sono estremamente pericolose per uccelli di terra e acquatici, dal momento che possono imprigionare le zampe, il becco, le ali e il collo. Il pericolo aumenta per vari animali acquatici, dal momento che le mascherine possono essere scambiate per cibo e le cordicelle potrebbero non solo causare infezioni e malattie, ma anche ostruire le vie respiratorie”.

 

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