“Una vita da best seller”. L’attrice italiana compie 100 anni: l’abbraccio del Paese a una donna unica


Franca Valeri in un’intervista esclusiva diffusa da Il Corriere della Sera. A intervistarla è Aldo Cazzullo nella casa di campagna romana dove abita la celebre attrice e  sceneggiatrice che proprio il 31 luglio festeggia i suoi 100 anni. Il racconto di una vita si dispiega tra le fotografie di Franca e i suoi più vivi ricordi. Come riportato nell’articolo “Alle sue spalle, le foto di un secolo italiano”.

In seguito a una caduta che ha causato la rottura di otto costole, Franca Valeri è costretta alla sedie a rotelle da circa tre anni, ma non per questo perde lucidità e ironia. Tende persino a specificare che “I denti sono tutti miei. Merito di papà: era ossessionato dai denti, temeva che avessi la bocca troppo larga, e mi mandava ogni mese dal dentista, che lo tranquillizzava: «La gh’ha i orecc che la ferma”. (Continua a leggere dopo la foto).






Al fianco della Valeri, la figlia adottiva, Stefania Bonfadelli, pronta a mettere insieme quanto Franca tiene a raccontare il suo primo ricordo: “Mio nonno Giulio che mi porta una torta. Ma io detestavo le torte. Continuavano a regalarmi dolci che non mi piacevano. Nonna Francesca invece mi regalava le bambole. Ma non mi piacevano neppure le bambole. Le chiudevo tutte in un cassettone”. (Continua a leggere dopo la foto).






Poi anche quel pensiero che ancora addolora: “Papà era ebreo. Ricordo quando lesse sul giornale la notizia delle leggi razziali e pianse. Fu il momento più brutto della mia vita”. E accanto all’immagine del padre, anche quello di una madre preoccupata: “Mia mamma era disperata a sapermi in giro da sola. In quei giorni a Milano si sparava ancora per strada. Ma io volevo vedere se il Duce era davvero morto. E vuol sapere se ho provato pietà? No. Nessuna pietà. Ora è comodo giudicare a distanza. Bisogna averle vissute, le cose. E noi avevamo sofferto troppo”. (Continua a leggere dopo le foto).



Non perde l’ironia, Franca Valeri specifica persino che: “Non sono mai stata femminista, semmai maschilista. Sono anche diventata un’icona gay, anche se non ho mai capito perché. Ma sono fiera di esserlo”. Il racconto procede fin quando, scrive il giornalista, “spunta una lacrima dagli occhi acquosi di Franca Valeri”. Una vita trascorsa tra gioie e tanti dolori, e Milano ancora nel suo cuore: “È dal dopoguerra che abito a Roma, ma non ho mai perso l’accento milanese. Milano è sempre stata meravigliosa”.

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